C'è stato un tempo in cui milioni di fanciulli hanno ascoltato Gioachino Rossini e Richard Wagner senza saperlo, per ore, settimane ed anni. Succedeva davanti ai cartoni dei Looney Tunes, dove il grande repertorio si trasformava in gioco, parodia, accensione di ritmi scalpitanti e sonorità colorate.
E nella mente compare la sagoma di Bugs Bunny, il coniglio dalla calma olimpica, mascotte della Warner Bros, tra i più longevi personaggi dell'animazione considerato che di anni ne ha ben 86.
Proprio attorno a lui ha preso forma "Bugs Bunny at the Symphony", spettacolo che gira il mondo dal 2010 quando venne ideato e prodotto da George Daugherty e David Ka Lik Wong. Per la prima volta raggiunge Milano il 2 e 3 maggio (ore 15.30), all'Auditorium sui Navigli. Sul grande schermo vedremo scorrere i cortometraggi originali, mentre l'Orchestra Sinfonica di Milano, diretta da allo stesso Daugherty, esegue dal vivo le partiture perfettamente sincronizzate con l'azione animata.
Non è una semplice proiezione accompagnata, ma la restituzione integrale di un patrimonio musicale spesso sottovalutato: quello scritto per i cartoni da compositori come Carl Stalling e Milt Franklyn. Certo, hanno attinto senza risparmio al grande repertorio della lirica e classica: da Gioachino Rossini celebre "The Rabbit of Seville", irresistibile parodia del "Il barbiere di Siviglia" a Richard Wagner, fino a Johann Strauss II, Amilcare Ponchielli, Felix Mendelssohn, Franz von Suppé e Bedrich Smetana.
Per intere generazioni, quei cartoni hanno rappresentato il primo, inconsapevole incontro con la musica classica: un apprendistato invisibile, passato attraverso gag, inseguimenti e travestimenti.
Non è stato così per Emmanuel Tjeknavorian, direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica, è cresciuto in una famiglia profondamente musicale e dunque a contatto fin da subito con la grande musica. È di questi giorni - tra l'altro - la notizia del rinnovo del suo incarico fino al 2029, a conferma di una sintonia già evidente con l'orchestra e con la città.
Trentunenne, formatosi tra Vienna e Yerevan, è oggi tra i direttori più osservati della sua generazione. In queste settimane ha lasciato il podio milanese ai suoi colleghi, è a Firenze per preparare il suo debutto operistico, che sarà con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, in scena al Maggio Musicale Fiorentino dal 12 maggio.
Violinista talentoso e direttore in rapida ascesa, già al primo anno alla guida della Sinfonica ha conquistato pubblico e critica, ottenendo il Premio Abbiati 2025 come miglior direttore.
Tornerà sul podio dell'orchestra il 21 e 23 maggio per la chiusura della stagione alla quale segue la tournée a Salisburgo e Graz.
Anche gli ultimi concerti del mese, il 24 e 26 aprile diretti da Alfred Eschwé guardano all'area austro-ungarica, tra valzer e polke dei fratelli Strauss (per intenderci quelli del capodanno viennese in mondovisione), la Sinfonia "Con il rullo di timpani" di Joseph Haydn e l'Ungheria di Béla Bartók, autore dei Quadri ungheresi Sz. 97.