A2a archivia un 2025 volatile con una crescita di ricavi e investimenti e un rallentamento dei margini e dell'utile zavorrati da una normalizzazione della produzione idroelettrica, tornata vicina alle medie storiche dopo un 2024 record. A presentare i numeri, l'ad Renato Mazzoncini (in foto) che ha poche settimane dalla scadenza si è detto «disponibile a un nuovo mandato» confermando le stime per il 2026 e annunciando un incremento del dividendo del 4%. A brindare sono i Comuni azionisti di Milano e Brescia a cui vanno oltre 80 milioni. Nel dettaglio, i ricavi adjusted hanno raggiunto 14 miliardi, in aumento del 9%, principalmente grazie all'aumento dei volumi venduti di energia elettrica e all'apporto del consolidamento della società Duereti. Il margine operativo lordo adjusted è diminuito invece del 4% a 2,243 miliardi, l'Ebitda è cresciuto del 4% e l'utile netto adjusted è sceso del 16% a 686 milioni. Nel periodo, gli investimenti sono cresciuti dell'11% a 1,681 miliardi e, di questi, oltre il 60% è stato destinato all'efficientamento delle reti di distribuzione, soprattutto elettrica, all'aumento della flessibilità degli impianti di generazione, all'ulteriore realizzazione di asset eolici, nonché alla crescita dei business legati alla Circular Economy (termovalorizzatori, impianti finalizzati al recupero materia e alla produzione di bioenergie e biometano) e alla digitalizzazione. Sulla base dei risultati raggiunti, il gruppo ha deciso di proporre alla prossima assemblea ordinaria degli azionisti l'approvazione di un dividendo di 0,104 euro per azione, corrispondente a un monte dividendi pari a circa 325 milioni (+4%), dai 0,10 euro per azione dell'anno precedente.
Quanto al futuro, Mazzoncini prevede «prezzi alti rispetto allo scenario ante-guerra, vuol dire sul gas una trentina di euro al megawattora in più, per tutto il 2026.
Scendono poi nel primo trimestre del 2027, nei primi due quarter questo spread si dimezza e più o meno si azzera verso la seconda metà del 2027». Quanto al Dl Bollette, vediamo nel 2026 e 2027 un impatto prevalentemente legato all'incremento dell'Irap», ha affermato Mazzoncini.