Acea ha chiuso il 2025 con l'utile netto in crescita a 481 milioni di euro (+45% sul 2024), comprensivo della plusvalenza generata dalla cessione della rete in Alta Tensione (utile netto ricorrente 376 milioni, +15%), l'Ebitda pro-forma a 1.420 milioni (+7%) (Ebitda pro-forma ricorrente 1.400 milioni +8%) e ricavi a 2.899 milioni. Lo rende noto la società parlando di "risultati ai massimi storici", e indicando un dividendo record pari a 1,20 euro per azione, in crescita del 26% rispetto al 2024.
L'indebitamento finanziario netto di Acea "è sostanzialmente stabile", passando da 4.9448 milioni di euro del 31 dicembre 2024 a 4.963 milioni al 31 dicembre 2025. Il risultato, spiega la società, "è influenzato positivamente dalle azioni di contenimento del capitale circolante e dall'incasso di 227 milioni di euro derivante dalla cessione della rete in alta tensione a Terna e riflette la dinamica degli investimenti realizzati, nonché la distribuzione dei dividendi e il versamento delle imposte". Al 31 dicembre 2025, il rapporto Net Debt/Ebitda pro-forma si attesta a 3,28x (rispetto a 3,34x del 31 dicembre 2024) in miglioramento rispetto alla guidance 2025. La guidance di Acea per il 2026 (che non include i risultati di Acea Energia riclassificati nelle 'Attività discontinuè) stima l'Ebitda a +3%/+5% rispetto al 2025 restated di 1.365 milioni di euro (l'Ebitda 2025 restated è calcolato al netto delle partite non ricorrenti, escludendo il contributo della rete AT nei 9 mesi 2025, del fotovoltaico ceduto nel 2025 e di Publiacqua). Gli investimenti sono previsti a 1,5 miliardi (1,2 miliardi di euro netto contributi pubblici). Indicando gli 'highlights di sostenibilità', Acea fa sapere - tra l'altro - che il 63% della produzione di energia è da fonti rinnovabili (+11% sul 2024); 600 milioni di metri cubi di acqua potabile in uscita dal sistema acquedottistico e 770 milioni di metri cubi di acqua trattata dai depuratori; 4,4 milioni di metri cubi di acqua riciclata e riutilizzata (+29%) a copertura del 90% dei consumi di acqua per usi industriali; circa 15.800 interventi di verifica della sicurezza in cantiere su appalti di manutenzione di reti, di servizi idrici ed elettrici. Per quanto riguarda le aree di business, per l'Acqua Italia l'ebitda raggiunge 819,7 milioni (+6,8%), per Reti e illuminazione pubblica l'ebitda sale del 3% a 448,5 milioni, il settore Ambiente registra un aumento del margine operativo lordo a 87,2 milioni (+7,9%) e per la Produzione l'ebitda è cresciuto a 51,7 milioni (+33,6%). Per Acqua Estero, Ingegneria, Energy Management e Corporate l'ebitda complessivo è superiore a 12 milioni di euro.
Acea nel 2025 ha fatto investimenti per 1.531 milioni, in crescita del 6% sul 2024, destinati prevalentemente ai business regolati (che rappresentano circa l'89% delle capex nette, il 94% escludendo Acea Energia). "Il 2025 è per Acea un anno di risultati ai massimi storici per effetto del percorso di trasformazione operativa e organizzativa avviato negli ultimi anni e della crescente focalizzazione sui business infrastrutturali regolati, mantenendo al tempo stesso una forte disciplina finanziaria che ha portato al miglioramento di tutti gli indicatori economici e patrimoniali", commenta l'ad Fabrizio Palermo. "Abbiamo rafforzato il nostro ruolo di operatore di riferimento nello sviluppo e nella gestione di progetti essenziali per i territori e nel corso dell'anno abbiamo realizzato oltre 1,5 miliardi di euro di investimenti - spiega Palermo - destinati in larga parte allo sviluppo delle reti idriche ed elettriche e al potenziamento degli impianti nel settore ambientale".
"In un contesto globale incerto, a causa delle tensioni geopolitiche in Est Europa e Medio Oriente e delle politiche commerciali statunitensi, i risultati del 2025 di Acea si confermano particolarmente positivi, con un'importante crescita rispetto agli anni precedenti, e in miglioramento sia in termini di margine operativo lordo sia di utile netto", spiega la società a proposito dell'evoluzione prevedibile della gestione. "Forte di questi risultati, Acea continua nella sua strategia 'Green Diligent Growth', volta a rafforzare il posizionamento come primario operatore infrastrutturale focalizzato nello sviluppo di infrastrutture sostenibili in business regolati. In linea con gli obiettivi - si legge nella nota - l'ebitda dei business regolati dell'Acqua, della Distribuzione elettrica e dell'Ambiente, rappresentano circa il 96% dell'Ebitda del Gruppo". Questo processo di trasformazione, spiega la società, "è stato reso possibile da una profonda revisione del perimetro delle attività, realizzata attraverso operazioni strategiche quali l'accordo per la cessione del 100% del capitale sociale di Acea Energia (che include, tra l'altro, la partecipazione del 50% in Umbria Energy), fatta eccezione per le linee di business energy efficiency, mobilità elettrica, economia circolare, energy management e mercato tutelato". Prosegue l'attenzione alla gestione dei costi e degli investimenti anche attraverso l'implementazione di sempre più efficaci procedure di acquisto. L'azienda "conferma la strategia di focalizzazione sullo sviluppo di infrastrutture sostenibili in contesti regolati, con l'obiettivo di mantenere una solida struttura finanziaria e generare un impatto positivo sulle performance operative ed economiche". L'assemblea degli azionisti sarà convocata per i giorni 3 e 4 giugno 2026, rispettivamente in prima e seconda convocazione, per deliberare sull'approvazione del Bilancio 2025 e sulla destinazione del risultato di esercizio e sul rinnovo del consiglio di amministrazione.
Il cda proporrà ai soci la distribuzione di un dividendo pari a 1,20 euro per azione (di cui 0,25 euro componente straordinaria) che sarà messo in pagamento a partire dal 24 giugno 2026, con stacco della cedola il 22 giugno e record date il 23 giugno.