Arum e Dompé Holdings lanciano insieme un'Offerta pubblica di acquisto volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di BF a 5 euro per azione. L'offerta riguarda un massimo di 133 milioni 242mila azioni, il 50,878% del capitale sociale, ovvero la totalità del capitale al netto del 24,14% già detenuto dalla Arum del ceo Federico Vecchioni e del 24,97% già in mano alla Dompé Holdings, controllata da Sergio Dompé. Gli altri azionisti di rilievo di BF sono Fondazione Cariplo (5,79%), Eni Natural Energies (5,31%), Inarcassa (4%) e l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (4,31%). Ma veniamo ai dettagli della manovra che prevede un esborso massimo di 666,2 milioni. L'offerta è finalizzata a un rafforzamento del controllo di Arum e Dompè di BF (entrambi a ridosso della soglia d'Opa obbligatoria) senza raggiungere una partecipazione complessiva da determinarne il delisting. In caso di adesione sopra al 90%, verrà quindi ripristinato il flottante. Le due società hanno sottoscritto un accordo quadro che disciplina i termini dell'offerta e prevede che acquistino azioni in misura pari ovvero per il 50% ciascuna e l'impegno a stipulare un patto parasociale. L'offerta, recita una nota, «rappresenta il mezzo attraverso il quale gli offerenti intendono consolidare la propria influenza sull'emittente, pur senza conseguire una partecipazione complessiva tale da determinare il delisting». In particolare, l'obiettivo è di accrescere le rispettive partecipazioni e «cristallizzare taluni profili di governance di BF, anche al fine di garantirne la stabilità degli assetti proprietari, investendo ulteriormente nella crescita e nello sviluppo dell'emittente». In sostanza, l'operazione punta a rafforzare il controllo per sostenere l'attuazione dei piani strategici e industriali di medio-lungo periodo. Sicché, con l'Opa si compie la prima fase del progetto strategico di Vecchioni; la seconda fase prevede l'internazionalizzazione di BF, peraltro già in atto con i singoli progetti in Africa e Sudamerica.
Arum è assistita da Bper Corporate & Investment Banking in qualità di mandated lead arranger e underwriter del finanziamento e advisor finanziario, Bonelli Erede Lombardi Pappalardo in qualità di consulente legale, GA Alliance come consulente legale per il finanziamento dell'offerta, lo Studio Segre nel ruolo di advisor strategico L&C Consulting, in qualità di advisor industriale e finanziario. In Piazza Affari il titolo di BF ha archiviato la seduta di ieri con un balzo del 12% a 4,93 euro, avvicinandosi al prezzo dell'Opa a 5 euro per azione. Si tratta di un premio del 13,8% rispetto ai prezzi di chiusura di lunedì, del 15%/14%/19% rispetto alla media a 1/3/6 mesi e del 25% rispetto all'aumento di capitale di novembre 2023.
La valutazione di 5 euro corrisponde a una market cap di 1,3 miliardi, sottolineano gli analisti di Equita che sulla base degli ultimi risultati riportati calcolano un multiplo della parte operativa Ev/Ebitda 2025-26 intorno a 13 volte-11,5 volte. Multipli che, ad avviso degli esperti, riflettono le opzioni di sviluppo del business. Negli ultimi sei mesi le azioni BF sono salite in Borsa del 15,7% e si trovano ai massimi storici.