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Bocciata la lobby green, l’auto elettrica resta al palo

Bain e Aniasa: "Prodotti e prezzi da ripensare". Vendite in crescita solo coni sussidi

Bocciata la lobby green, l’auto elettrica resta al palo
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"Il cliente al centro" caratterizzerà il piano Stellantis che il ceo Antonio Filosa svelerà il 21 maggio. E Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l'uscita di strada, è il tema dello studio Aniasa-Bain & Company che riconosce come la direzione immaginata solo pochi anni fa per il settore automotive sia stata un fallimento. Dunque, niente «nuova mobilità di massa» con il 100% di auto elettriche e vendite solo online.

Si è perso tempo prezioso in illusioni e convinzioni ideologiche, sfociate in normative Ue capestro spalleggiate dalle lobby interessate, cha hanno portato il sistema alla situazione attuale: perdita di competitività e assist a una concorrenza cinese sempre più centrale nei progetti dei costruttori occidentali. «Occorre ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali - spiega Gianluca Di Loreto (Bain & Company) - a partire da come le persone si muovono davvero e da quanto

guadagnano». Lo studio conferma il ruolo centrale dell'auto privata, mentre l'elettrico cresce in modo diseguale, guidato da incentivi temporanei e campagne aggressive più che da una domanda davvero matura. In Europa, dopo anni di target normativi molto ambiziosi, l'analisi converge su uno scenario in cui le auto a batteria si assesteranno intorno a una quota «più naturale» del 30% del mercato al 2030, mentre diversi Paesi stanno iniziando a rivalutare o diluire lo stop per i motori termici. In Italia, nel 2025, le auto elettriche valevano tra il 5% e il 7% delle vendite, in modo abbastanza omogeneo tra Nord, Centro e Sud e con una penetrazione limitata nel canale privati.

«Nel primo trimestre 2026 - evidenzia lo studio - ecco una forte discontinuità: la quota di veicoli elettrificati, elettrici e ibridi ricaricabili, è salita all'8%, ma soprattutto il Sud è volato al 15,4% del mercato, sfiorando il 20% nei privati. Circa la metà della quota è riconducibile a un solo brand, grazie a una campagna

straordinaria sulla city-car elettrica (T03 di Leapmotor - ndr) offerta a meno di 5mila euro, resa possibile dal mix tra forti incentivi e promozioni temporanee. Al netto di tale effetto, la penetrazione dell'elettrico torna su livelli molto più vicini ai valori storici, confermando come il mercato risponda soprattutto a promozioni e bonus a tempo».

Dal 2013 al 2024, inoltre, il prezzo medio delle auto nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, mentre il reddito familiare netto è salito molto meno (+29%).

«Sempre più famiglie rinviano l'acquisto di un'auto nuova o ripiegano sull'usato, mentre anche l'accesso ai modelli elettrici, tipicamente più costosi, si concentra nelle aree e nelle fasce di reddito più alte». «La transizione verso la nuova mobilità è molto meno lineare e molto più complessa di quanto previsto», avverte Italo Folonari (Aniasa).

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