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Ex-Ilva, Flacks rinuncia anche allo scudo penale

L’imprenditore al Giornale: "Gestiremo l’azienda nel rispetto di tutte le leggi. Entro marzo l’accordo"

Ex-Ilva, Flacks rinuncia anche allo scudo penale
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Nel giorno dell'incontro sindacale sull'ex Ilva, con i rappresentanti dei lavoratori che chiedono nuovamente la nazionalizzazione del siderurgico, il Gruppo Flacks annuncia al Giornale di «aver rinunciato allo scudo penale, dopo l'iniziale richiesta avanzata ai commissari nei giorni scorsi», in particolare all'indomani della sentenza del Tribunale di Milano: una decisione che impone la chiusura degli stabilimenti il 24 agosto in mancanza di una nuova autorizzazione ambientale (Aia). «Il nostro obiettivo è gestire Ilva in modo efficace e nel rispetto di tutte le leggi ambientali. Confidiamo che ciò renderà superflua la necessità di uno scudo penale», ha spiegato il patron del fondo Michael Flacks annunciando che Acciaierie d'Italia farà appello contro la sentenza del tribunale di Milano. «Chiederemo semplicemente di rimanere coinvolti e di essere consultati», spiega confermando di prevedere «un accordo entro marzo» quando prenderà vita la newco.

Deadline, quella di fine marzo, confermata ieri anche da Mimit e commissari nel corso dell'incontro sindacale. «Ho chiesto ai commissari di finalizzare entro tre settimane il negoziato in corso con il gruppo Flacks. Questo anche al fine di sbloccare al più presto le risorse necessarie alla continuità produttiva dell'ex Ilva che, come è noto, sono erogabili - come richiesto dalla Commissione europea - a condizione che vi sia un acquirente», ha dichiarato, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al tavolo sull'ex Ilva a Palazzo Chigi.

«Ho inoltre chiesto ai commissari di completare la manutenzione di Afo 4 entro il mese di aprile e di procedere con il cronoprogramma già definito di ripristino degli impianti, tornando a una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate annue di acciaio. Serve coesione e la massima responsabilità da parte di tutti». Ma in merito ai tentativi di trovare delle soluzioni da parte delle parti in causa, i sindacati restano scettici e chiedono che lo Stato scenda in campo. Il piano di vendita a Flacks «non ci convince perchè ci sono tante lacune e tanti problemi irrisolti», ha dichiarato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. «Vogliamo conoscere il piano industriale, gli investimenti e come intendono procedere. A fine mese avremo un altro incontro».

Quanto a soci che possano affiancare il finanziere anglosassone, e alla luce delle indiscrezioni degli ultimi giorni, Flacks ha spiegato di «non aver avuto contatti con Jindal, abbiamo invece discusso con altri operatori industriali di prim'ordine con una significativa esperienza nel settore siderurgico». Secondo fonti governativi, quella del fondo Usa resta la strada maestra nonostante l'interesse degli indiani per alcuni asset del gruppo.

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