Il business di Fincantieri gira e il record storico raggiunto tra contratti già firmati e lettere di intenti ha permesso al gruppo di rialzare le stime 2026. Non abbastanza per il mercato con il titolo che ha chiuso in calo di quasi un punto (-0,92%) nonostante le parole dell'ad Pierroberto Folgiero che, nel corso della call con gli analisti, ha espresso agli investitori un concetto chiave: «Nei prossimi mesi chiuderemo contratti nella difesa per 5 miliardi e vediamo nella difesa navale uno sviluppo a lungo termine che va al di là dei conflitti in corso».
Insomma, il gruppo - così come il titolo - non devono essere in balìa della volatilità geopolitica perché la rotta è tracciata con una visibilità di consegne fino al 2039. Merito di un carico di lavoro (contratti certi e potenziali) a quota 74,2 miliardi, in crescita del 17,4% rispetto ai 63,2 miliardi di fine 2025. E di un backlog a 42,7 miliardi di euro (+3,9%). E così, mentre Folgiero ammette che il gruppo «è pronto ad acquisizioni nella subacquea non convenzionale», i primi tre mesi dell'anno si chiudono con ricavi a 2,135 miliardi, rispetto ai 2,376 miliardi registrati nel primo trimestre 2025, che beneficiava dell'effetto straordinario legato all'ordine per due PPA/MPCS destinati alla Marina militare indonesiana.
La redditività continua a migliorare: l'ebitda è salito a 159 milioni, dai 154 milioni del primo trimestre 2025, mentre l'ebitda margin è cresciuto al 7,4%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto al 6,5% dello scorso anno, grazie al contributo di tutti i segmenti operativi. Escludendo l'effetto dell'aumento di capitale, la posizione finanziaria netta è migliorata a 1,24 miliardi. Nel trimestre il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 3,4 miliardi e sono state inoltre consegnate cinque navi da cinque stabilimenti diversi, mentre il portafoglio ordini ha raggiunto quota 94 unità.
Alla luce dei risultati raggiunti, Fincantieri ha rivisto al rialzo le stime 2026, prevedendo ora ricavi compresi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro, ebitda tra 700 e 710 milioni, ebitda margin intorno al 7,5% e utile netto tra 140 e 180 milioni di euro.
«Guardiamo al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il piano industriale 20262030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del
mare», ha commentato Folgiero rassicurando di «non vedere per il breve termine grandi problemi dovuti a un'inflazione dei costi o a colli di bottiglia logistici. Abbiamo contratti di copertura efficaci su acciaio e benzina».