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"Ridurremo capacità dalla Sardegna se...". Ora Ryanair passa alle minacce

I voli sardi usati come merce di scambio: così Ryanair tenta il "ricatto" sul governo italiano per trascinare l'esecutivo al tavolo di discussione sul price cap dei voli

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Si alza lo scontro tra Ryanair e il governo. La compagnia aerea low-cost irlandese ha iniziato una battaglia contro l'esecutivo Meloni dopo l'approvazione di un tetto al prezzo dei voli a seguito delle derive nei periodi più caldi dell'anno. L'intervento del governo sugli algoritmi che regolano il sistema dei prezzi non è stato visto di buon occhio dal vettore, che ora sembra passare alle minacce. E così, mentre l'esecutivo tenta di tutelare i consumatori, la compagnia punta a usare i suoi fruitori come arma di "ricatto".

"Purtroppo, mentre Ryanair sta investendo e guidando la crescita per la Sardegna con investimenti reali, il governo italiano sta facendo il contrario con il suo decreto sul price cap fuorviante e illegale che avrà la conseguenza non intenzionale di allontanare gli investimenti Ryanair dalla Sardegna nell'estate e nell'inverno 2024", ha dichiarato il una nota l'Amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson. La seconda maggiore isola del Paese, fiore all'occhiello per il turismo stagionale, rischia di subire il peso maggiore della ritorsione del vettore contro il governo: "Se questo nuovo decreto non verrà ritirato, Ryanair sarà purtroppo costretta a ridurre la capacità dalla Sardegna e dalla Sicilia, il che significherà meno passeggeri a tariffe più elevate".

La compagnia sta facendo leva sul progetto di lancio di cinque nuove rotte che collegheranno Alghero, principale aeroporto dell'area nord-occidentale dell'isola, con la penisola: "Siamo lieti di lanciare cinque rotte nazionali da e per Alghero per l'inverno 2023 con oltre 30 voli settimanali che collegano la Sardegna con le principali destinazioni continentali come Bologna, Milano Bergamo, Milano Malpensa, Napoli e Pisa. Il lancio di queste rotte dimostra l'impegno di Ryanair in Sardegna, offrendo connettività e turismo vitali durante la stagione invernale con tariffe a partire da 19,99 euro".

Ryanair cerca in questo modo di spingere il governo a un tavolo di trattativa con lo strumento del "ricatto" economico, una strategia aggressiva che usa come merce di scambio i sardi. Non un caso, considerando che la Sardegna soffre la sua grande distanza dall'Italia, a differenza della Sicilia, e che i suoi residenti sono enormemente penalizzati in fatto di spostamenti, non avendo pressoché alcuna alternativa all'utilizzo degli aerei.

Esistono i traghetti che, però, nel periodo estivo sono presi d'assalto dai turisti e nel periodo invernale, oltre a essere ridotti nelle corse, impiegano tempi molto lunghi per compiere le traversate, anche a causa dell'ampio tratto di mare esposto alle perturbazioni. "Il governo italiano dovrebbe sostenere le iniziative sarde e gli aeroporti per attirare i collegamenti aerei invernali, piuttosto che redigere decreti anti-investimento da Roma. Se il ministro Urso vuole sostenere questa fantastica iniziativa sarda, dovrebbe rispondere positivamente alla proposta di Ryanair che ha l'obiettivo di portare altri 2 milioni di passeggeri in Sardegna", scrive ancora Wilson nella sua nota, tentando di prendere il governo per il colletto.

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