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Pirelli, scivolone Sinochem. No allo scorporo di CyberTire

L'ipotesi violerebbe le disposizioni del Golden Power oltre a diventare un autogol su brevetti e innovazione

Pirelli, scivolone Sinochem. No allo scorporo di CyberTire
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Passo falso dei soci cinesi di Pirelli. Il cda della Bicocca boccia lo scorporo dei cosiddetti pneumatici intelligenti.

Il board ha infatti condiviso con 9 voti favorevoli e 5 contrari (dei consiglieri cinesi) le valutazioni dell'amministratore delegato, Andrea Casaluci, relativamente alle attività Cyber Tyre «che devono continuare a essere esercitate e sviluppate in modo pienamente integrato, anche sul piano funzionale e organizzativo, con tutte le altre attività del gruppo Pirelli», si legge in una nota. Una posizione che esclude esplicitamente qualsiasi iniziativa che possa condurre a forme di compartimentazione, separazione o segregazione - anche parziale - del business rispetto al perimetro complessivo di Pirelli.

Sul fronte della governance, lo scorso 30 gennaio gli azionisti Camfin e MTP&C hanno notificato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi della normativa sul Golden Power, la decisione di non rinnovare il patto parasociale con il gruppo Sinochem, in scadenza il 18 maggio. A sua volta, però, il 3 febbraio l'azionista CNRC (controllata di Sinochem) ha presentato una propria notifica a Palazzo Chigi, segnalando, non solo il mancato rinnovo del patto parasociale, ma, anche una proposta di potenziale segregazione del business Cyber Tyre e modifiche al meccanismo di nomina dei consiglieri.

Il punto è che la proposta di Sinochem porta in sé una contraddizione evidente perché mette sul tavolo del governo una soluzione di carattere industriale proprio per quell'asset strategico, la tecnologia Cyber Tyre, che lo stesso governo ha voluto proteggere dalle ingerenze dei cinesi con il Golden Power. Caldeggiare la separazione attraverso una societarizzazione, significa entrare a gamba tesa nelle gestione di Pirelli contravvenendo quindi alle prescrizioni imposte da Palazzo Chigi. Un passo falso che mostra l'approccio aggressivo dei cinesi in questa fase. Dopo aver respinto le proposte di Camfin, Sinochem ha infatti rilanciato con un'iniziativa poco calibrata, esponendosi al rischio di irrigidire ulteriormente la posizione dell'esecutivo italiano.

Nel corso del confronto di ieri, il management ha richiamato l'attenzione del cda sul profondo cambiamento che sta attraversando il settore automotive, sempre più caratterizzato da veicoli definiti dal software, sistemi di guida autonoma e architetture connesse. Anche gli pneumatici sono evoluti da componente meccanica a sistema tecnologico avanzato in grado di raccogliere, elaborare e trasmettere dati. Il colosso di cui è vicepresidente Marco Tronchetti Provera ha rivendicato di essere stata la prima a sviluppare una tecnologia avanzata già adottata da alcune case auto del segmento Prestige e con ulteriori accordi in fase di definizione, capace di dialogare sia con i sistemi del veicolo sia con le infrastrutture stradali, come dimostrano le collaborazioni con Regione Puglia, Movyon (gruppo Autostrade per l'Italia) e Anas.

Secondo il management, una separazione del business Cyber Tyre non sarebbe praticabile perché comprometterebbe il modello integrato del gruppo, limiterebbe l'utilizzo dei brevetti e del

know-how strategico, rallenterebbe l'innovazione e indebolirebbe il vantaggio competitivo, generando maggiori costi, perdita di valore e minore solidità finanziaria, senza risolvere i vincoli imposti dalla normativa Usa.

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