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Scossone Dolce&Gabbana. Stefano lascia la presidenza

Si è dimesso a gennaio, ora valuta la cessione del suo 40%. La carica passa all'ad Alfonso Dolce. Il nodo del debito

 Scossone Dolce&Gabbana. Stefano lascia la presidenza
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Dolce & Gabbana, «nell'ambito di un naturale percorso di evoluzione organizzativa e di governance», conferma che Stefano Gabbana ha rassegnato a far data dallo scorso primo gennaio 2026 le sue dimissioni dalle cariche nelle società Dolce & Gabbana Holding Srl, Dolce & Gabbana Trademarks Srl e Dolce & Gabbana Srl. Lo si legge in una nota diffusa ieri dal gruppo dopo quanto anticipato giovedì sera dall'agenzia Bloomberg. Queste dimissioni viene però precisato «non hanno alcuna influenza sulle attività creative svolte a favore del gruppo dal medesimo Stefano Gabbana». Sul tema del debito, l'azienda, «al momento, non ha nulla da dichiarare in quanto la negoziazione con le banche è ancora in corso».

Secondo le indiscrezioni di Bloomberg, in un primo momento era sembrato possibile un riassetto più ampio. Secondo quanto riportato, la presidenza sarebbe già passata ad Alfonso Dolce (fratello dell'altro fondatore Domenico, e amministratore delegato della maison), segnando un rafforzamento della continuità familiare ma anche l'avvio di una fase di transizione potenzialmente più profonda. Sullo sfondo, resta l'ipotesi di un'evoluzione manageriale, con l'eventuale ingresso di profili esterni capaci di accompagnare il gruppo in un nuovo ciclo. Restano, infatti, i rumors relativi all'arrivo imminente di Stefano Cantino, ex ceo di Gucci, con un nuovo ruolo all'interno del gruppo. In precedenza anche vicepresidente di Louis Vuitton, Cantino ha alle spalle anche un lungo passato ai vertici di Prada, per cui ha lavorato per oltre vent'anni. Il suo patto di non concorrenza con il gruppo Kering è scaduto da poco.

Il tema della governance si intreccia con quello, altrettanto rilevante, della struttura finanziaria. La società mantiene una linea prudente e, interpellata sul debito, si limita a sottolineare che «la negoziazione con le banche è ancora in corso». Le indiscrezioni parlano tuttavia di una possibile ristrutturazione fino a 450 milioni di euro e della ricerca di nuova liquidità per circa 150 milioni, anche attraverso leve straordinarie come la cessione di asset immobiliari o il rinnovo di licenze strategiche. Sul fronte dei conti, come ha scritto il settimanale Moneta a febbraio, il consolidato del gruppo ha chiuso il 2025 con un rosso nell'ultima riga di bilancio di 143 milioni. In caduta rispetto ai 18 milioni persi nel

2024 e ai 39 milioni del 2023. La posizione finanziaria netta, cioè la differenza tra liquidità e debiti, è andata in negativo pesantemente: 379 milioni nel 2025 a fronte dei 94 milioni del 2024. Il contesto di mercato contribuisce a spiegare la fase in corso. Dopo anni di espansione sostenuta, il settore del lusso sta registrando un rallentamento più strutturale, imponendo anche ai grandi marchi indipendenti una riflessione sulla sostenibilità dei modelli di crescita. In questo scenario, Dolce & Gabbana si trova a bilanciare l'esigenza di rafforzare la propria posizione finanziaria con la tutela di un'identità creativa fortemente riconoscibile.

Quanto al capitolo della struttura proprietaria, Stefano Gabbana starebbe valutando il futuro della propria quota, pari al 40 per cento. Il dossier potrebbe incidere in modo significativo sugli equilibri del gruppo e aprire, in prospettiva, a nuovi investitori o a una ridefinizione dell'assetto societario.

Domenico Dolce, detiene l'altro 40% mentre il restante 20% è suddiviso in famiglia tra Alfonso, lo stesso Domenico e la sorella Dorotea. Nel frattempo, la linea ufficiale resta improntata alla continuità: la governance evolve, ma il cuore creativo del marchio rimane saldo nelle mani dei fondatori.

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