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Stellantis, opzione cinese per Mirafiori


L’impianto potrebbe produrre fino a 150mila auto elettriche in partnership con LeapMotor

Stellantis, opzione cinese per Mirafiori

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Se Stellantis è disponibile a portare una produzione di auto elettriche del partner cinese LeapMotor in Italia e, più precisamente, a Mirafiori? L’ad Carlos Tavares, nella recente call con i giornalisti italiani, era stato chiaro. «Lo faremo se avremo l’opportunità - le sue parole - e lo faremo se questo dovesse avere senso da un punto di vista economico. È uno dei grandi asset che portiamo e che potremmo portare sul mercato europeo. Dipende da noi, dalla nostra competitività su costi e qualità».
Affermazioni, queste, che sono servite soprattutto ad allentare la tensione con il governo italiano. Ma l’idea di Tavares, stando alle recenti dichiarazioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, non chiude alla volontà del governo di convincere altri produttori a investire in Italia. Gli emissari di Urso, infatti, sono in contatto con gruppi automobilistici cinesi, giapponesi, sudcoreani e americani (Tesla?). Entro l’anno, l’auspicio è di concretizzare i dialoghi in corso. Per allora, Stellantis avrà deciso cosa fare con LeapMotor, la cui presenza a Mirafiori sarebbe un vero toccasana? E, soprattutto, Tavares digerirebbe, seppur a fatica, la presenza nel Paese di un concorrente diretto? Per calamitare l’attenzione, il governo italiano mette intanto in risalto il fondo di oltre 6 miliardi di euro per dare forza allo sviluppo del settore in Italia, premiando le produzioni piuttosto che la domanda.

A tornare sulla possibilità che Stellantis, per calmare le acque, porti LeapMotor sulle linee del polo torinese, è stato il magazine Automotive News, che ha anche quantificato fino a 150mila i veicoli elettrici da produrre, con il valore aggiunto di essere a basso costo. Un’operazione, riporta il magazine, che potrebbe avvenire in tempi abbastanza ravvicinati, tra il 2026 e il 2027.

L’ipotesi seguita alle dichiarazioni di Tavares ha trovato comunque freddo il mercato. Il titolo Stellantis quotava ieri 23,62 euro, lo 0,6 percento in meno rispetto alla chiusura della scorsa settimana.

Il gruppo, nato dalla fusione di Fca con Psa, in ottobre aveva comunicato l’investimento di 1,5 miliardi per il 20% della società cinese specializzata nella produzione di auto elettriche. L’accordo prevede anche la costituzione di LeapMotor International, una joint venture in quote 51-49% guidata da Stellantis, con i diritti esclusivi per l’esportazione e la vendita, nonché la fabbricazione dei prodotti LeapMotor, oltre la Grande Muraglia. Dialogare con i cinesi, non considerandoli nemici tout court, fa parte anche della strategia del numero uno di Renault, Luca De Meo, il quale nella recente intervista a Le Figaro, aveva sottolineato «l’importanza di tali accordi con attori di quel Paese, come noi abbiamo fatto con Geely e Envision per le batterie, e di domandarsi cosa la Cina può portare all’Europa nella decarbonizzazione del trasporto», senza escludere fusioni con alcuni settori di attività. De Meo è anche presidente di Acea, l’Associazione dei costruttori europei di auto. E proprio per questo il suo punto di vista assume un peso maggiore.

Nel 2023 LeapMotor ha consegnato 111mila veicoli elettrici urbani.

Nei piani dei prossimi tre anni la copertura riguarderà anche gli altri segmenti del mercato, premium incluso.

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