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Terna, Di Foggia rinuncia alla buonuscita: cosa c'è dietro la scelta

L’ad uscente è pronta a rinunciare all’indennità di fine rapporto. La decisione apre il passaggio ai vertici del gruppo energetico prima delle prossime assemblee

Terna, Di Foggia rinuncia alla buonuscita: cosa c'è dietro la scelta
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Terna rende noto che l'amministratrice delegata uscente "Giuseppina Di Foggia ha manifestato la sua disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell'indennità di fine rapporto". L'azienda, spiega il comunicato, "diffonderà ulteriori comunicazioni al completamento delle procedure previste dalla normativa e nel pieno rispetto dei principi di corporate governance".

Giuseppina Di Foggia, dal 2023 amministratrice delegata e direttrice generale di Terna, è stata indicata il 9 aprile scorso dal ministero dell'Economia e delle Finanze nella lista per il rinnovo del board di Eni come presidente al posto di Giuseppe Zafarana. In giornata la premier Giorgia Meloni aveva affermato come "la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell'Eni e la buonuscita di Terna" che sarebbe di circa 7 milioni di euro dopo tre anni alla guida del gestore della rete elettrica italiana.

Per accettare la presidenza di Eni, Di Foggia, dovrebbe dimettersi da Terna prima dell'assemblea del cane a sei zampe in agenda il 6 maggio. L'assemblea dei soci di Terna è in agenda il 12 maggio.

Per il rinnovo del board, il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti ha indicato alla presidenza Stefano Cuzzilla e come ad Pasqualino Monti. Nata a Roma il 16 luglio 1969, Di Foggia possiede una laurea magistrale in Ingegneria Elettronica conseguita all'Università di Roma La Sapienza.

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