Leggi il settimanale

Mps revoca le deleghe all'ad Lovaglio

Il banchiere sospeso anche da direttore generale. I poteri passano al vice Bai

Mps revoca le deleghe all'ad Lovaglio
00:00 00:00

Al terzo round di valutazioni tecnico-legali, il cda del Monte dei Paschi ha revocato le deleghe di amministratore delegato a Luigi Lovaglio dopo la sua decisione di correre per il rinnovo del board con una terza lista presentata dalla Plt della famiglia Tortora che lo propone al timone. Lo ha anche sospeso dalle funzioni di direttore generale. Il consiglio ha così avocato a sé tutti i relativi poteri e, si legge in una nota, ha «affidato la gestione delle attività ordinarie, fino all'assemblea del 15 aprile, al vice direttore generale vicario, Maurizio Bai, garantendo così la piena continuità delle attività della banca».

La riunione, aggiornata per due volte nei giorni scorsi sulla parte relativa all'istruttoria del caso Lovaglio, è iniziata in mattinata ed è andata avanti fino all'ora di cena. Nel pomeriggio alcune voci di stampa sull'arrivo di una lettera di dimissioni da parte del banchiere sono state smentite. Secondo quanto risulta al Giornale, durante il confronto alcuni consiglieri avrebbero spinto per una soluzione ancora più drastica rispetto al ritiro delle deleghe, ovvero un licenziamento per giusta causa, che avrebbe però potuto trascinare la banca in una lunga battaglia legale.

In tarda serata è poi arrivato un altro comunicato in cui si specifica che, in riferimento alla lista di candidati presentata da Plt Holding, il cda di Mps zsi riserva ogni più opportuna valutazione in ordine alla documentazione concernente detta lista anche con riguardo alla conformità con la normativa societaria e regolamentare, avviando opportune interlocuzioni con le Autorità competenti. Resta da capire se Lovaglio potrà mantenere i requisiti necessari al cosiddetto fit and proper richiesti dalla Bce e rimanere così in pista nella lista targata Plt, per l'imminente rinnovo del consiglio di Mps che dovrà essere votato il 15 aprile. Intanto, la bozza della relazione del bilancio del Monte messa a disposizione ieri dei soci in vista dell'assise, dettaglia lo stato dell'arte dell'inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto sull'Ops Mediobanca. In particolare si legge che «tra le numerose condotte oggetto di contestazione nei confronti dei tre indagati, all'amministratore delegato sarebbe stata ascritta unicamente la condotta consistente nell'aver asseritamente concertato con gli altri coindagati l'Ops mediante la quale la capogruppo avrebbe acquisito il controllo di Mediobanca». La banca, non indagata quale responsabile amministrativo, aggiunge nel documento che «dalla preliminare documentazione messa a disposizione dell'Autorità inquirente è stato possibile individuare evidenze documentali comuni di Consob, Ivass, Banca d'Italia e Bce escludenti, anche in occasioni di riunioni collegiali, qualsiasi tipo di azione in concerto».

Sullo sfondo, la Borsa ha apprezzato l'individuazione (comunicata dal board martedì sera) di Fabrizio Palermo come unico candidato ceo nella lista del cda. Ieri il titolo Mps ha infatti segnato un rialzo del 3,3% a 7,5 euro. Sugli scudi anche Mediobanca che ha guadagnato il 3% a 16,8 euro.

La stretta sul manager è stata accompagnata dalla definizione di un ordine dei candidati della lista, che si apre con il presidente Nicola Maione e a seguire Palermo come ad, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. Le indicazioni dei proxy advisor sulle liste sono attese prima di Pasqua.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica