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"A Siena votato nell'interesse di Bpm"

Castagna: "È stata una scelta industriale. Lovaglio ci garantisce la continuità"

"A Siena votato nell'interesse di Bpm"
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Il sostegno alla lista Plt-Lovaglio per la nuova governance di Mps «non è stata una scelta di schieramento ma di logica industriale, abbiamo fatto i nostri interessi», ha detto l'amministratore delegato del Banco Bpm (che del Monte ha il 3,7%), Giuseppe Castagna rispondendo alla domanda di uno dei soci riuniti ieri in assemblea a Milano. Poi, incalzato anche dai giornalisti, ha specificato: «Abbiamo ritenuto di votare per chi poteva assicurarci una stabilità a livello relazionale, di rapporti, che è cominciata nel novembre 2024 quando abbiamo prima lanciato l'Opa su Anima e poi con l'ingresso nel Monte dei Paschi. Si stava seguendo un percorso che poi è stato interrotto dalle operazioni di Unicredit su di noi e del Monte su Mediobanca. Ci auguriamo di poter riallacciare un filo, soprattutto per quanto riguarda una forte relazione con Anima di cui Mps è il secondo distributore». Quanto a un possibile riaccendersi del risiko, con il ritorno del progetto di un terzo polo bancario costruito intorno a Piazza Media e Rocca Salimbeni, il banchiere ha chiosato: «Non c'era allora un progetto, non c'è ora. Tutti sappiamo che c'è il tema di un ulteriore possibile consolidamento. Come player non siamo rimasti in tantissimi, guarderemo le possibili opportunità, ma senza alcun progetto specifico».

Ieri Castagna è stato riconfermato al timone del Banco, al fianco di Massimo Tononi come presidente. L'assemblea ha eletto i nuovi 15 consiglieri che rimarranno in carica fino al momento di approvare il bilancio 2028. Il voto delle liste è avvenuto con il 74,45% del capitale presente e quella del cda uscente si è aggiudicata il 58,87% delle preferenze. Il secondo elenco, proposto dal Crédit Agricole, ha conquistato il 30,9% e quello di Assogestioni circa l'8 per cento. Il risultato ha portato 10 poltrone alla lista del board, 4 alla seconda lista dell'Agricole e una ad Assogestioni. Dalla rosa della Banque Verte sono stati eletti Frédéric de Courtois, Alessio Foletti, Rossella Leidi e l'ex ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco. Per i gestori siede in Consiglio l'ambasciatore, nonchè ex capo del Dis, Giampiero Massolo, attuale vicepresidente di Mundys.

I francesi dell'Agricole si sono presentati in assemblea con una quota salita dal 20,1 al 22,8% del capitale. «Ci hanno detto che hanno approfittato del calo dei titoli cogliendo l'opportunità derivante dall'effetto della guerra in Medio Oriente. È anche vero che non hanno mai nascosto di voler salire sopra il 20% e possono salire fino al 29,9%», ha spiegato Castagna. Definendo l'azionista transalpino «assolutamente corretto, senza ingerenze».

Intanto il Banco ha testato gli effetti della Legge Capitali: al termine del primo scrutinio è infatti scattata la seconda votazione sui singoli candidati della lista risultata prima, prevista dal meccanismo per definire la composizione del Consiglio.

L'esito ha portato all'esclusione del vicepresidente uscente Maurizio Comoli e all'ingresso di Silvia Stefini (consigliere di Leonardo e già nel board della Popolare di Sondrio) per rispettare le norme statutarie sulle quote rosa, mentre è stato confermato Alberto Oliveti (esponente del patto di consultazione tra Enpam, di cui è presidente, Cassa Forense e le fondazioni CR Carpi, Manodori, CR Lucca e Alessandria), nonostante il parere negativo del proxy Iss. Il neoeletto board nominerà a breve il nuovo vicepresidente.

Nel frattempo, ieri il titolo del Banco Bpm ha chiuso la seduta in Piazza Affari con un rialzo dello 0,46% attestandosi a 13,05 euro.

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