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Estate e zecche: come riconoscere subito i sintomi della malattia di Lyme

La malattia di Lyme è la malattia trasmessa da vettori più comune nelle regioni temperate dell'emisfero settentrionale. Uno studio multicentrico italiano pubblicato recentemente ha raccolto 1.260 diagnosi di Lyme tra il 2010 e il 2022 in 8 centri specialistici italiani; l'87% dei casi proveniva dal Nord Italia

Estate e zecche: come riconoscere subito i sintomi della malattia di Lyme

Questa malattia, che può diventare cronica e debilitante, è difficile da diagnosticare. Pertanto, è fondamentale dare priorità alle misure preventive per evitare le punture di zecche o per rimuovere tempestivamente eventuali zecche che si siano attaccate alla pelle.

Cos'è la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme è una malattia infettiva causata da un batterio del complesso Borrelia burgdorferi . Questo batterio viene trasmesso all'uomo attraverso il morso di zecche del genere Ixodes,molto comuni in ambienti naturali umidi o boschivi. È importante notare che anche altre specie di Borrelia possono essere trasmesse dalle zecche, ma non causano la malattia di Lyme.

Una volta trasmessi, i batteri possono diffondersi in tutto il corpo e colpire diversi sistemi: pelle, articolazioni, sistema nervoso e persino il cuore (in rari casi). Se il trattamento viene iniziato precocemente, la malattia è curabile nella maggior parte dei casi. Tuttavia, la diagnosi può essere complessa, da qui l'importanza della prevenzione.

Come si trasmette la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme si contrae esclusivamente attraverso il morso di una zecca infetta. Contrariamente a quanto si crede comunemente, il morso di solito non viene avvertito: la zecca può rimanere attaccata alla pelle per diversi giorni senza che ce ne si accorga. La trasmissione del batterio avviene solo dopo un certo periodo di attaccamento, generalmente superiore alle 24 ore.

Non tutte le zecche sono infette, ma alcune aree geografiche presentano un rischio maggiore, in particolare le zone rurali, i giardini alberati, i parchi o le foreste. Le attività all'aperto, soprattutto tra aprile e ottobre, sono i periodi che favoriscono maggiormente l'esposizione.

Quali sono i sintomi della malattia di Lyme?

La malattia di Lyme può svilupparsi gradualmente, in diverse fasi. I sintomi variano a seconda dello stadio dell'infezione e della risposta immunitaria della persona colpita.

1. Fase iniziale localizzata (da pochi giorni a qualche settimana dopo il morso)

Il segno più caratteristico, osservato in circa l'80% dei casi in Europa, è l'eritema migrante: un'eruzione cutanea rossa, spesso circolare, che si diffonde gradualmente intorno alla zona del morso e può scomparire spontaneamente. Questa fase può essere accompagnata anche da febbre lieve, affaticamento, mal di testa o dolori muscolari.

Va notato che negli Stati Uniti l'eritema migrante è quasi sistemico, il che facilita la diagnosi precoce della malattia.

2. Fase secondaria (da settimane a mesi dopo l'infezione)

Se non trattata, l'infezione può diffondersi in tutto il corpo. In tal caso, si potrebbero osservare i seguenti sintomi:

  • dolore articolare persistente, a volte migrante;

  • disturbi neurologici (nevralgia, paralisi facciale, meningite);

  • lesioni cutanee secondarie o palpitazioni.

3. Fase terziaria (da mesi ad anni dopo l'infezione)

In rari casi, possono verificarsi complicazioni croniche:

  • artrite infiammatoria persistente;

  • disturbi neurologici permanenti (disturbi cognitivi, neuropatie);

  • disturbi cardiaci o oftalmici.

Come si diagnostica la malattia di Lyme?

La diagnosi si basa inizialmente sull'anamnesi e sull'osservazione clinica. La presenza di eritema migrante è generalmente sufficiente per porre la diagnosi e iniziare il trattamento senza ulteriori accertamenti.
Tuttavia, questo può essere problematico, poiché tale sintomo si osserva solo in circa l'80% dei casi: il restante 20% dei pazienti che non presenta eritema potrebbe quindi non ricevere una diagnosi in questa fase e non beneficiare dei test sierologici.

In assenza di questo sintomo tipico, o in caso di comparsa di segni successivi, sono necessari ulteriori accertamenti:

  • Test sierologici (esami del sangue) per rilevare gli anticorpi contro la Borrelia;

  • Ulteriori analisi (puntura lombare, risonanza magnetica, elettromiogramma) in caso di danno neurologico.

È importante notare che i test sierologici possono risultare negativi nelle fasi iniziali, poiché gli anticorpi non sono ancora presenti in quantità rilevabili. La loro interpretazione deve essere sempre effettuata da un professionista sanitario.

Quali sono i trattamenti per la malattia di Lyme?

Quanto prima viene diagnosticata la malattia, tanto più facile è curarla. Il trattamento consiste in un'appropriata terapia antibiotica, prescritta da un medico.

  • Nelle fasi iniziali, la terapia antibiotica orale (doxiciclina o amoxicillina) per 10-14 giorni generalmente consente una guarigione completa.

  • Nei casi di grave coinvolgimento neurologico o articolare, può essere necessaria una terapia antibiotica per via endovenosa.

Nella maggior parte dei casi, i pazienti guariscono completamente dopo il trattamento.

Alcune persone possono manifestare quella che è nota come sindrome post-trattamento della malattia di Lyme. Questa sindrome non si limita a semplici sintomi residui: può portare a una compromissione duratura del normale funzionamento e della qualità della vita, con marcata stanchezza, dolore diffuso e persino disfunzione d'organo. La PTLDS rappresenta una sfida significativa per la salute pubblica e rimane al centro di numerosi dibattiti scientifici. La ricerca è in corso per comprenderne meglio i meccanismi e migliorarne la gestione.

Prevenzione della malattia di Lyme: le misure da adottare

Evitare le punture di zecca è il modo migliore per proteggersi dalla malattia di Lyme. Alcune semplici precauzioni possono ridurre significativamente i rischi:

Prima del rilascio:

  • Indossare abiti che coprano, larghi, di colore chiaro e aderenti;

  • Applicare un repellente per zecche approvato;

  • Rimanete sui sentieri ed evitate l'erba alta.

Dopo l'uscita:

  • Esaminare attentamente tutto il corpo, prestando particolare attenzione alle pieghe cutanee, al cuoio capelluto e alle zone calde (ascelle, inguine, dietro le ginocchia...);

  • Fai una doccia veloce per rimuovere eventuali zecche che non si sono ancora attaccate;

  • Rimuovi eventuali zecche utilizzando un apposito strumento per la rimozione delle zecche, afferrandole il più vicino possibile alla pelle, senza usare alcun prodotto.

In caso di puntura: annota la data, monitora la zona per un mese e consulta un medico se compaiono eritema o altri sintomi.

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