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Gaslighting, i pericoli della manipolazione psicologica

La sudditanza emotiva è estremamente pericolosa. Genera ferite dolorose e soprattutto annienta la personalità di chi la sperimenta

Gaslighting, i pericoli della manipolazione psicologica
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È stata la parola più cliccata in assoluto nel 2022 forse perché in rete circolano molte fake news che avvolgono la realtà in uno stato nebuloso al fine di fuorviare e di assoggettare i destinatari dei messaggi. Stiamo parlando di gaslighting, un termine che in italiano, secondo lo psichiatra e presidente della Società Italiana di Psichiatria Forense Enrico Zanalda, può essere tradotto come "manipolazione psicologica". Questo fenomeno, molto più frequente di quanto si creda, viene messo in atto da un narcisista che prende di mira la sua vittima facendola dubitare delle sue emozioni e percezioni. Imponendo la sua volontà, il carnefice determina nel perseguitato uno stato di confusione e di dipendenza emotiva difficile da superare.

L'espressione "gaslighting" deriva dal film Gas Light (1944) tratto dall'opera teatrale Angel Street (1938). Diretta da George Cukor, la pellicola vede protagonista Ingrid Bergman, una moglie manipolata dal marito (Charles Boyer) che mira ad impossessarsi di alcuni gioielli di valore appartenenti alla famiglia della consorte senza che lei si accorga di nulla. Quando lei nota il calo dell'intensità della luce a gas conseguenza delle ricerche notturne del compagno, quest'ultimo la induce a credere che tutto sia frutto della sua immaginazione. Il controllo ossessivo dei più piccoli aspetti della quotidianità porterà la donna sull'orlo della pazzia.

Ci troviamo, dunque, dinanzi a un assoggettamento veramente pericoloso per chi lo subisce. «Di per sé non può essere considerato un reato - afferma Zanalda - ma può essere legato ad abusi quali maltrattamenti, stalking e truffe. Nel caso in cui tra abusatore e vittima vi sia un'evidente asimmetria culturale o di salute mentale si può ravvisare l'illecito di circonvenzione di persona incapace ai sensi dell'articolo 643 del Codice Penale, per infermità o deficienza psichica».

Le caratteristiche del gaslighting

Come già detto, il gaslighting è una forma di abuso caratterizzata dalla manipolazione emotiva da parte di una persona, quasi sempre un narcisista, che vuole indurre la sua vittima a dubitare di pensiero, credenza e percezione personale della realtà. Insinuando sempre più sospetti, il manipolatore rende fragile chi è assoggettato e nel tempo lo priva della sua volontà. Ma quali sono alcuni dei campanelli d'allarme che devono immediatamente insospettire? Secondo Zanalda uno degli esempi maggiormente calzanti è il costante discredito di idee e convinzioni con critiche più o meno subdole.

Attenzione poi alla gelosia esacerbata che si traduce nell'imposizione dell'isolamento sociale, uno stato questo che aggiunge vulnerabilità ad una situazione già delicata. Non meno importanti sono i casi delle cosiddette truffe romantiche, i cui protagonisti vengono coinvolti in una relazione amorosa a distanza. Ad un certo punto della stessa uno dei partner inizia ad avanzare richieste di denaro che diventano via via più incalzanti.

«Purtroppo chi subisce queste situazioni - spiega lo psichiatra - non le denuncia perché, quando ne prende coscienza, si vergogna di essere stato così stupido e credulone. Invece il modo migliore per superare il senso di colpa è proprio quello di denunciare il manipolatore affinché l'esperienza personale diventi un monito in grado di accrescere la consapevolezza collettiva».

I protagonisti del gaslighting

Tutti possono sperimentare il gaslighting, tuttavia il fenomeno vede maggiormente coinvolte alcune tipologie di individui. Il manipolatore, ad esempio, è quasi sempre affetto da quello che viene chiamato disturbo narcisistico di personalità. Si tratta di una patologia caratterizzata da un grande senso di onnipotenza e dalla mancanza di empatia che induce chi ne soffre a sfruttare il prossimo a proprio piacimento. Questi soggetti, inoltre, sono estremamente suscettibili alle critiche e ai fallimenti e necessitano di essere costantemente lodati e ammirati. In realtà il narcisista, dietro tale maschera baldanzosa, cela una grande fragilità che lo rende insicuro e timoroso di rimanere isolato dal contesto sociale.

La vittima, invece, è spesso una persona dotata di scarsa autostima che instaura un rapporto malato con il suo persecutore esclusivamente per cercare di tracciare un profilo (vago) della sua stessa essenza. La sudditanza genera profonde ferite psicologiche il cui risanamento è difficile e doloroso al tempo stesso. Bisogna tuttavia ricordare che il gaslighting si può verificare anche in ambiti differenti dalle relazioni amorose. Si pensi, ad esempio, ad ambienti lavorativi tossici o alle relazioni familiari nelle quali genitori iperprotettivi continuano a imporre la propria autorità, impedendo così ai figli di sviluppare l'autonomia personale.

Gaslighting, un fenomeno da non sottovalutare

Zanalda ci tiene a sottolineare che il gaslighting è una forma di manipolazione lenta e subdola. Nasce in sordina e alcune espressioni ("Stavo solo scherzando", "Sei pazzo/a", "Immagini cose inesistenti") vengono sottovalutate e altresì considerate normali in qualsiasi tipologia di rapporto. Invece rappresentano dei veri e propri campanelli d'allarme. Inoltre, come sostiene lo psichiatra: «Bisogna sempre diffidare dalle relazioni che divengono totalizzanti velocemente. Meglio mantenere quella gradualità di frequentazione che ci permette di confrontarci con le altre persone, così da preservare la nostra individualità".

Per chi vive questo incubo è difficile accorgersene, ma quando sorgono i primi dubbi è sempre bene esporli a persone fidate. Il sostegno altrui è fondamentale, così come il supporto di un percorso psicoterapeutico. Andare in analisi significa sanare il dolore, scoprire, seppur con estrema fatica, parti essenziali della propria personalità e, di conseguenza, costruirsi un'autostima sana. Perché tracciare i confini dell'essenza personale è necessario per impedire ai malintenzionati di valicarli.

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