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Il bimbo lasciato a piedi e il silenzio del "coro"

E i passeggeri del bus? Zitti? Immobili? Non uno, dico uno, che si sia alzato e abbia chiesto all'autista se per caso fosse matto?

Il bimbo lasciato a piedi e il silenzio del "coro"
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L'autista dell'autobus del Cadore che ha lasciato per strada, nella neve e al buio della sera, un bambino di 11 anni colpevole di avere un biglietto non aggiornato ai nuovi tariffari, dovrà spiegare alla sua azienda, e forse ai giudici, perché ha commesso questo atto scriteriato.

Però io sono rimasta colpita da un altro aspetto di questa vicenda: il pubblico, il coro. Dov'era?

Posso immaginare che l'autobus non fosse vuoto. C'erano probabilmente un certo numero di persone adulte, forse anche madri e padri, che hanno assistito alla scena. Cerco di immaginarmi la scena. Il bambino che sale infreddolito, mostra il biglietto all'autista, l'autista lo informa che quel biglietto non va bene perché sono scattate le "leggi olimpiche e l'aumento dei prezzi", il bambino chiede cosa deve fare, l'autista che gli dice che deve scendere dall'autobus e andare a casa a piedi. Sei chilometri lungo un sentiero deserto.

E i passeggeri del bus? Zitti? Immobili? Non uno, dico uno, che si sia alzato e abbia chiesto all'autista se per caso fosse matto? Non uno che, eventualmente, abbia tirato fuori il portamonete e pagato il biglietto al bambino? Non uno che abbia detto, indignato: "Faccia scendere anche me, non si può lasciare un bambino solo per strada".

Non so come la pensiate voi. Per me l'assenza di reazione è l'aspetto più drammatico e fosco di questa storia.

Dobbiamo convincerci forse che viviamo ormai in una società dove le persone, le cose reali, i bambini, la paura, i sentimenti, l'etica, tutto questo non esiste più? Mangiato dallo smartphone, dal computer, dall'intelligenza artificiale che ci soddisfa e ci lascia vivere in un mondo irreale, privo delle persone e dei fatti che avvengono.

Quel bambino non c'era per i passeggeri. Non era vero. Contava zero. Era solo un personaggio del videogioco di Cortina D'Ampezzo in mezzo ai colpi dell'autista e alle regole dei nuovi biglietti.

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