Blitz contro mafia cinese: 100 aziende coinvolte

Maxi operazione contro la criminalità
organizzata cinese su tutta Italia. Oltre cento le aziende coinvolte in un maxi riciclaggio che ha trovato il suo asse tra le province di
Firenze e Prato . Trasferivano verso la
madrepatria centinaia di milioni di euro provenienti da vari
reati

Firenze - Maxi operazione contro la criminalità organizzata cinese su tutta Italia: dalle prime ore di questa mattina oltre mille uomini delle fiamme gialle del comando regionale Toscana hano eseguito arresti, perquisizioni e sequestri di beni immobili, auto di lusso quote societarie e denaro contante in otto Regioni d’Italia, ovvero Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia.

Le aziende cdoinvolte nel blitz Arresti, perquisizioni e sequestri per oltre 10 milioni di euro tra immobili, aziende, auto di lusso, denaro e quote societarie in otto Regioni contro la mafia cinese: la maxi operazione della guardia di finanza, battezzata "Cian Liu", ha stroncato un giro di riciclaggio per 2,7 miliardi di euro, bloccando un un «fiume» di denaro dall’Italia verso la Cina e un "mare" di prodotti contraffatti e di clandestini dalla Cina all’Italia. Oltre 100 le aziende coinvolte riconducibili all’asse Prato-Firenze, 24 gli arrestati, 134 le persone indagate, quasi tutti imprenditori, a piede libero. Sequestrati beni per decine di milioni di euro: 73 aziende e laboratori commerciali, 181 immobili, 300 conti correnti, 166 auto di lusso.

Operazione a tappetto in tutta Italia Dalle prime ore di questa mattina oltre mille uomini delle fiamme gialle di tutto il comando regionale Toscana stanno eseguendo arresti, perquisizioni e sequestri di beni immobili, auto di lusso, quote societarie e denaro contante in 8 Regioni d’Italia, Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Sicilia, nei confronti di un’associazione a delinquere composta da cittadini cinesi ed italiani, dedita al riciclaggio di denaro di illecita provenienza, mediante una rete di agenzie di "money transfer". Le ordinanze di custodia cautelare sono 24 - tra cui 7 italiani - 22 in carcere e 2 ai domiciliari, e sono state emesse dal gip del tribunale ordinario di Firenze, Michele Barillaro su proposta del pm Pietro Suchan. Oltre 100 le aziende coinvolte, tutte riconducibili ad operatori di nazionalità cinese ed ubicati tra le Provincie di Firenze e Prato.

I reati contestati I reati contestati sono l’associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al riciclaggio di proventi illeciti derivanti dai numerosi reati: contraffazione, frode in commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci o in violazione delle norme a tutela del made in Italy; evasione fiscale; favoreggiamento dell’ingresso e della permanenza nel territorio dello Stato di cittadini cinesi clandestini per il successivo sfruttamento nell’impiego al lavoro; sfruttamento della prostituzione; ricettazione. Tra gli arrestati 17 sono cittadini cinesi e 7 sono cittadini italiani, per 2 dei quali la misura disposta è quella degli arresti domiciliari. Nei confronti di 108 soggetti indagati, quasi tutti imprenditori, sono state eseguite misure cautelari reali con il sequestro di beni - immobili, auto di lusso, quote societarie, denaro contante - profitto dei reati oggetto di riciclaggio. Dal 2006 ad oggi, sottolineano le fiamme gialle, sono stati riciclati oltre 2,7 miliardi di euro.