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Bff, le rettifiche abbattono il titolo (-44%)

Si dimette l'ad Belingheri, le deleghe a Sica ora direttore generale

Bff, le rettifiche abbattono il titolo (-44%)
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Un capitombolo del 44,2% in Borsa. Giornata da incubo in Borsa per Bff Bank, dopo che l'amministratore delegato Massimiliano Belingheri (nella foto) si è dimesso passando le proprie deleghe a Giuseppe Sica, nominato direttore generale. Fatale è stato il taglio delle stime sull'utile passato per il 2026 da un'attesa di 240 milioni a un profitto netto rettificato a 160 milioni, mentre il 2025 si è concluso con un risultato di 150 milioni (+5% rispetto a un anno prima). A pesare anche la decisione di fare accantonamenti straordinari. Per il 2026 «continuiamo a vedere una buona crescita dei volumi in molte aree geografiche, inclusa l'Italia e, in particolare, vediamo un grande potenziale in Francia», ha detto il neo-nominato direttore generale Sica, nel corso di una conference call di aggiornamento al mercato dopo l'annuncio di un taglio dei target 2026. «Sono qui per consegnare questi numeri o addirittura migliori» ha aggiunto Sica. «Si tratta di obiettivi a breve termine su cui dobbiamo lavorare nel nuovo Piano strategico per ottenere di più. Ora ci stiamo concentrando sul ripulire i conti per gli anni a venire».

Nel dettaglio Bff, in previsione di una potenziale cartolarizzazione, ha condotto una revisione interna del proprio portafoglio di factoring (la cessione dei crediti commerciali, ndr) ponendo in essere delle azioni finalizzate al suo de-risking che comportano un impatto pre-tasse nel 2025 di circa 95 milioni di euro, con una collegata riduzione del portafoglio di crediti «non performing», ossia che stanno evidenziando tempi di rimborso più lunghi del previsto.

Per contro, la banca ha circa 53 milioni di ricavi fuori bilancio interessi di mora, indennizzo forfettario per il recupero del credito e anatocismo allo stato attuale contabilizzati al momento dell'incasso, relativi a sentenze positive con grado di giudizio definitivo su esposizioni creditizie verso il settore pubblico. L'istituto ha riformulato retroattivamente il patrimonio netto 2024 di circa 14 milioni proprio in relazione a una revisione degli incassi nel factoring.

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