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Cacciati in malomodo dal corteo anche i giovani di Forza Italia

Dopo il divieto di portare le bandiere imposto dai partigiani, sono stati allontanati dai violenti rossi

Cacciati in malomodo dal corteo anche i giovani di Forza Italia
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Non solo la Brigata ebraica, ma anche i Giovani di Forza Italia che avevano deciso di sfilare perché "non è una celebrazione né di destra né di sinistra", alla fine sono stati allontanati dal corteo. E questo nonostante almeno in un primo momento avessero obbedito al diktat di Primo Minelli, il presidente dell'Anpi Milano che aveva loro vietato di portare le bandiere. A denunciarlo il segretario regionale dei giovani azzurri Andrea Ninzoli che conferma la proibizione, giustificata dall'associazione dei partigiani "per problemi interni", confermando di aver considerato questo atteggiamento "una disparità di trattamento" imposta ai giovani che a quel punto avevano sfilato a fianco della Brigata ebraica solo con Tricolori e bandiere dell'Unione europea. Non è bastato, così come non è stato sufficiente assicurare che la presenza voleva solo "dare un messaggio coraggioso che lascerà il segno" e testimoniare che "la libertà è un valore che non ha colore politico: forse abbiamo sbagliato a non esserci gli anni scorsi". Dimenticando, vista la giovane età che già nel 1995 Fabio Minoli, Gianni Pilo, Alberto Zorzoli e altri berlusconiani della prima ora, dopo aver concordato con l'Anpi di Tino Casali la partecipazione al corteo, furono aggrediti con slogan e biglie, fino a che furono costretti a rinunciare. Una storia che si ripete, dunque e oggi Matteo Gallera, vice coordinatore cittadino, spiega che "il 25 aprile è la festa della liberazione, noi ci siamo sempre dichiarati antifascisti e ho sempre pensato che fosse sbagliato lasciare alla sinistra l'egemonia sulla Resistenza e la Liberazione alla quale hanno partecipato anche i liberali. Noi siamo orgogliosamente di centrodestra, ma fermamente antifascisti e contro tutti i totalitarismi: purtroppo abbiamo subito l'ennesimo atteggiamento inaccettabile della sinistra che non ci ha permesso di proseguire nel corteo, mettendo a repentaglio la sicurezza della delegazione". Immediata la condanna del coordinatore regionale di Fi Alessandro Sorte: "Quanto accaduto è gravissimo e assolutamente inaccettabile. I Giovani di Fi presenti pacificamente per celebrare una ricorrenza che appartiene a tutti, sono stati oggetto di insulti, minacce e tentativi di aggressione da gruppi organizzati legati ai centri sociali e ai movimenti pro Pal. Altro che libertà e valori condivisi: in piazza abbiamo visto il volto peggiore dell'intolleranza, in un clima squadrista e violento, da veri e propri fascisti rossi". Aggiungendo che ora "ci aspettiamo una condanna chiara e senza ambiguità da parte di tutte le forze politiche e delle organizzazioni promotrici del corteo".

Nell'attesa è arrivata la solidarietà del consigliere regionale Giulio Gallera che esprime "a questi giovani la mia vicinanza e il mio ringraziamento per aver voluto testimoniare con coraggio i valori della libertà e della democrazia".

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