Una vera e propria impresa, unica (o quasi): il 21enne portiere della Lazio, Edoardo Motta, consente alla Lazio di giocarsi la finale di Coppa Italia con l’Inter grazie alle sue quattro straordinarie parate su cinque calci di rigore neutralizzando gli avversari dell’Atalanta.
Le lacrime di Motta
A parte Raspadori, il talento italiano ha respinto i tiri dal dischetto di Scamacca, Zappacosta, Pasalic e De Ketelaere. “Scusatemi, sono molto emozionato, non mi era mai successa una cosa del genere. Dedico questa serata a tutti, a chi mi conosce, ai tifosi, davvero a tutti”, ha dichiarato Motta commosso ai microfoni di Mediaset al termine della sua impresa personale. Perché se è vero che il calcio è uno sport di squadra, ai calci di rigore c’è soltanto un portiere contro tutti, la vittoria o la sconfitta dipendono principalmente da lui. “Se andiamo a vedere ha delle statistiche impressionanti: cinque rigori parati su sei da quando è con noi”, ha sottolineato Maurizio Sarri.
Chi è il portiere biellese
È proprio il tecnico biancoceleste che quest’anno lo ha lanciato nella mischia dopo l’infortunio di Provedel. Nato a Biella il 13 gennaio 2005, oltre a indossare la maglia della Lazio non a caso è portiere nella Nazionale Under21. Dopo aver mosso i primi passi, da calciatore, nelle giovanili della Juventus, Motta ha indossato anche le casacche di Alessandria, Monza e Reggiana prima del salto in prima squadra con la maglia del club emiliano nel biennio 2024-2026. Poi, ecco la chiamata della Lazio a gennaio 2026 dove, fin qui, conta sei presenze.
A un mese e mezzo dal suo arrivo ecco la grande occasione: il portiere biancoceleste titolare Provedel si infortuna, tocca a Motta che debutta in Serie A il 9 marzo nella gara casalinga contro il Sassuolo vinta dalla Lazio 2-1.
I precedenti
Come anticipato, quattro calci di rigore parati, a memoria, è un record almeno per il calcio italiano: per tornare a imprese del genere ricordiamo il portiere del Psg, il russo Safanov, che a dicembre ha neutralizzato quattro calci di rigore consentendo ai parigini allenati da Luis Enrique di
alzare al cielo la Coppa Intercontinentale.Tanti anni fa, si ricorda anche l’impresa del portiere romeno Duckadam che riuscì a parare quattro calci di rigore ai calciatori del Barcellona in una finale di Coppa Campioni.