Acque molto agitate in casa Roma. Le dichiarazioni che in settimana ha rilasciato il dirigente giallorosso, Claudio Ranieri, non sono state digerite da Gian Piero Gasperini che nella conferenza stampa odierna alla vigilia della sfida casalinga contro l’Atalanta, ha sfogato tutta la sua frustrazione e sorpresa per una vicenda che non si aspettava potesse prendere una piega mediatica molto forte per poi andare via, in lacrime, spingendo con forza la porta.
La risposta di Gasperini
“L'intervista di Ranieri è stata una sorpresa incredibile, non c’è mai stato e dico mai un tono così, inaspettato. E dico, in tanti mesi non avevo mai avuto questa sensazione o questi toni da parte sua”, spiega di fronte ai giornalisti presenti a Trigoria.
Cosa aveva detto Ranieri
Un passo indietro per ricostruire la vicenda è doveroso: al termine della vittoria della Roma sul Pisa per 3-0 la scorsa settimana, il senior advisor dei giallorossi Ranieri si era espresso così nei confronti dell’allenatore giallorosso. “Sono senior advisor della proprietà, non di Gasperini. Ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti. Con la società abbiamo scelto Gasperini per quello che aveva fatto all'Atalanta e insieme abbiamo scelto i giocatori. Non ce n'è stato uno che sia venuto senza la sua approvazione. Amo la Roma, come mi sono fatto da parte da allenatore così potrò fare da senior advisor se non sarò interpellato".
“Mi è arrivato addosso di tutto”
Nel proseguire la sua arringa nella conferenza stampa odierna, Gasperini ha sottolineato che dopo l’intervista rilasciata da Ranieri “io mi sono soltanto preoccupato: primo, di non rispondere; secondo di cercare, anche se involontariamente sono coinvolto, di non creare nessun tipo di danno, nessun tipo di difficoltà alla squadra, principalmente, e anche nel rispetto del pubblico”.
Provando a stemperare la tensione, cosa che non è accaduta vista la conclusione della conferenza stampa, il Gasp ha spiegato che tutte le energie adesso vanno profuse nella preparazione della gara contro l’Atalanta. “C'erano 60.000 persone e ce ne saranno magari altrettante, forse anche di più domani, che vengono allo stadio per vedere la partita, una partita importante di livello, dove noi abbiamo ancora delle chance per poterci giocare, e credo che la cosa importante sia questa - aggiunge il mister - E quindi gradirei veramente che parlassimo di questo, anche perché non sono intervenuto durante tutta la settimana mi è arrivato addosso di tutto, io avrei voluto cercare di impedire tutto questo, ma mi è stato impossibile da parte mia. Da oggi vorrei che veramente parlassimo di calcio, nel rispetto di una partita che è alla 33esima giornata, una partita dopo tante giornate, dopo un campionato che abbiamo giocato”.
La commozione ricordando il passato
Alla domanda sulla sfida contro la società che, forse più di altre, è stata la più importante della sua carriera, Gasperini si toglie qualche altro sassolino dalle scarpe prima di concludere la sua conferenza stampa in maniera inaspettata. “Sono stato 8 anni a Genova e 9 a Bergamo, forse non sono proprio una persona così brutta. Ci sta di avere dei punti di vista diversi, come tra marito e moglie. Se riesci a fare bene a Roma hai una gratificazione incredibile”.
Il ricordo tra gli anni bergamaschi e l’attuale situazione a Roma lo ha iniziato a far commuovere. “A Roma c'è tutto, soprattutto nella squadra e anche nell'ambiente esterno, a Bergamo ho potuto fare bene perché il contesto era compatto, il lavoro della società straordinario con utili tutti gli anni, questa è stata la cosa straordinaria. Lottavamo alla pari con le big in Italia e in Europa e nel frattempo l'Atalanta diventa ricchissima.
La società ha operato in sintonia con l'allenatore, a un certo punto questa sintonia, un po' perché era cambiata la proprietà, un po' perché non c’era più il papà a cui io ero legato molto..”: in questo momento si ferma, smette di parlare, con occhi lucidi si alza e va verso la porta d’uscita che, trovandola chiusa, la forza (rompendo un gancio) per aprirla andando via.