Le sciarpe, i fiori bianchi, le lacrime: l'ultimo saluto a Mihajlovic

Una folla di amici, tifosi e cittadini sta riempendo la camera ardente del Campidoglio per l'ultimo saluto a Sinisa Mihajlovic: ecco le testimonianze dalla politica e dal calcio

Le sciarpe, i fiori bianchi, le lacrime: l'ultimo saluto a Mihajlovic

L'ultimo saluto a Sinisa Mihajlovic, commosso e composto, è iniziato alle 9.30 di questa mattina nella Sala Promoteca del Campidoglio con l'apertura della camera ardente. Tifosi e cittadini continuano senza sosta ad affluire per rendere omaggio al grande campione e uomo che si è spento all'eta di 53 anni a causa della leucemia mieloide acuta. I funerali si svolgeranno lunedì 19 dicembre nella chiesa dei Santi e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma.

Le parole di La Russa

"Mihajolovic è stato un eroe non solo in campo ma anche nella vita, lo ha dimostrato fino all'ultimo. L'ho apprezzato come allenatore ma anche come tirava calci alla vita", ha dichiarato l'onorevole Ignazio La Russa, presidente del Senato, ai microfoni di RaiNews24 ricordando i suoi trascorsi al Catania, seconda squadra del presidente dopo l'Inter dove Sinisa "ha terminato la carriera da calciatore all'Inter di cui sono tifoso. Ma oggi a Sinisa sono vicini tutti perché l'uomo come esempio, ha sovrastato lo sportivo".

Il tributo dal mondo sportivo

Intervistato dall'Agi, tra i primi allenatori a rendere omaggio all'uomo Mihajlovic è stato Luciano Spalletti, attuale allenatore del Napoli, iln quale ha ricordato la persona di valore che ha peso il calcio e i rapporti che interccorevano tra i due, sempre molto sinceri e fitti, come dimostrano le dichiarazioni in cui Spalletti ha sottolineato di sentirlo spesso "quando allenava il Bologna e aveva bisogno di un collaboratore" e l'indimenticato Sinisa aveva chiesto alcune informazioni su una conoscenza comune: è stata in quell'occassione che è stata approfondita "la nostra stima e la nostra amicizia".

Dopo i suoi trascorsi alla Lazio non poteva mancare il tributo di Claudio Lotito, presidente della società biancazzurra e senatore di Forza arrivato alla camera ardente dopo aver abbracciato i familiari dell'ex calciatore: assieme a una delle due figlie di Sinia, ha depositato sul feretro due magliette della Lazio con il nome Mihajlovic. "Un ricordo speciale, quella maglia la usava nella Lazio, noi ci incontravamo anche fuori perchè c'era un rapporto di famiglia. Non ha mai agito nel suo interesse personale e ha sempre avuto nel cuore la Lazio", sottolineando il sorriso che aveva sempre stampato in volto. "Il ricordo che ho è di un grande amico, di un grande uomo e di un grande padre", ha aggiunto commosso.

Due ex calciatori che lo conoscevano molto bene, Vincenzo Montella e Daniele De Rossi, hanno voluto omaggiarlo di un ultimo saluto ai microfoni dell'Agi. "Sono amico di Sinisa da 25 anni e conosco tutta la famiglia - ha dichiarato Montella - Era sempre stimato come persona e penso sia il suo lascito più grande: un uomo senza maschere, come lo vedevi, era". Gli fa eco De Rossi, per il quale il calciatore e allenatore Mihajlovic "era considerato un uomo vero e reale, un uomo senza maschere". È questa l'immagine più bella, la verità di una persona come Sinisa: fa specie che entrambi gli ex calciatori abbiano usato il termine maschere ricordando che lui non ne aveva, rarità nel mondo del calcio e più in generale anche nella vita di tutti i giorni.

"Passarci un pranzo o un pomeriggio assieme era una delle cose più stimolanti e intense che ho avuto la fortuna di vivere. C'era un mondo dietro Mihajlovic per cultura, abbiamo perso un gigante", conclude De Rossi.

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