Uno spettacolo dedicato a Franco Battiato, Voglio vederti danzare (questa sera alle 21 al Teatro Arcimboldi) che da un anno gira per l'Italia e riempie i teatri tanto da stupire gli organizzatori, è pari all'effetto che il cantautore siciliano ha esercitato sul pubblico. Grande, ogni volta.
Parliamo dell'autore di un disco La voce del padrone, il primo a vendere in Italia più di un milione di copie e a restare in classifica per 18 settimane di fila. Uscito nel 1981, attualissimo nel 2026. Artista poliedrico, colto e popolare, capace di far provare emozioni anche cambiando lingua o mettendo in musica i riferimenti letterari e filosofici, Battiato ha abbracciato il pop e il classico, il melodico e l'elettronico, il cantato, il sacro e l'arcaico.
"Lo spettacolo che è nato per gli 80 anni della nascita del cantautore i 4 dalla morte si spiega soprattutto con la profonda passione che abbiamo noi tutti per l'arte molteplice di Battiato - ha detto Rossana Raguseo, direttrice artistica e ideatrice del progetto - Questa sera cercheremo di raccontare tutti gli aspetti". Arte, melodia, spiritualità. Si spazierà dalle poesie di Rumi ai dervisci danzanti alle canzoni più famose con le voci di David Cuppari e Giorgia Zaccagni e una band composta da Simone Temporali alle tastiere, Antonello Pacioni e Leonardo Guelpa alle chitarre, Glauco Fantini al basso e cori, Mario Luciani alla batteria oltre all'Orchestra diretta da Giovanni Cernicchiaro, che insieme a Temporali ha curato gli arrangiamenti.
Il dialogo fra musica e spiritualità è evidente dalla scelta di aprire la serata con L'ombra della luce e di concluderla con Voglio vederti danzare: "È previsto un momento molto intenso con la danza dei dervishes turners, simbolo dell'armonia universale cara alla poetica di Battiato, con Dunja Regent e Michela Oliviero" ha aggiunto Raguseo. I dervisci sono monaci che vivono in comunità monastiche e che esprimono l'estasi mistica roteando e danzando. La serata è anche un viaggio nelle stagioni artistiche del cantautore: dalla svolta eclettica de L'era del cinghiale bianco ai richiami letterari di Prospettiva Nevskij, fino ai riferimenti mistici e spirituali che attraversano capolavori come Centro di gravità permanente. Battiato ha adattato le canzoni ora alla musica elettronica, ora a quella etnica, classica o operistica con Genesi, Gilgamesh o la Messa Arcaica da lui cantata anche a Milano nella Basilica di Sant'Eustorgio. E la visione spirituale che tanto ha fatto parte di lui ("guardando l'orizzonte un'aria di infinito mi commuove" e "siamo angeli caduti in terra dall'eterno, senza più memoria, per secoli fino a completa guarigione") "non viene mai spiegata e dichiarata durante lo spettacolo - ha chiarito la direttrice artistica. La spiritualità si avverte dal suono, dai silenzi, dai respiri e dai movimenti.
O dal contrasto delle voci maschile e femminile insieme ai gesti meditativi dei dervisci". Via alle danze allora, "alla fine si finisce con il pubblico in piedi che balla e canta. È successo non solo al teatro Bellini di Catania, anche a Verona e al Dal Verme, a Milano, l'anno scorso".