Caos liste: Formigoni escluso, a Roma fuori Pdl L'ira di Berlusconi: "Non resteremo a guardare"

Le Corti d’Appello di Milano e Roma non ammettono i ricorsi: "Forma non rispettata". In Lombardia Formigoni escluso: "Ora al Tar". Il centrodestra: "Non si può impedire il voto a 15 milioni di italiani". Calderoli: "Serve risposta politica". Oggi Polverini in piazza: "Prova di forza". Il premier pensa alla manifestazione, spunta l'ipotesi dl o rinvio del voto

Caos liste: Formigoni escluso, a Roma fuori Pdl 
L'ira di Berlusconi: "Non resteremo a guardare"

Roma - Respinti i ricorsi avanzati dal Pdl in Lombardia e Lazio. E' caos liste: i giudici azzoppano il centrodestra nella corsa al voto di fine mese. La Corte d’Appello di Milano non ha ammesso la "Lista per la Lombardia" dell'attuale governatore che, allo stato attuale delle cose, resta escluso dal voto. Stessa sorte anche nel Lazio dove la Corte d’Appello di Roma ha respinto il ricorso del Pdl che non potrà correre alle Regionali del Lazio a Roma e provincia. Ma il Pdl è già pronto a fare ricorso al Tar in entrambe le Regioni. "Voglio sentire al più presto Bossi e Berlusconi - è intervenuto il ministro leghista  Roberto Calderoli - poi decideremo perchè serve subito una risposta politica ai furbi che cercano le vittorie a tavolino".

Respinto il ricorso di Formigoni La Corte d’Appello di Milano non ha ammesso la "Lista per la Lombardia" dell'attuale governatore Roberto Formigoni alle elezioni regionali. E' stato così respinto il ricorso presentato dalla stessa lista contro il precedente provvedimento di esclusione. "Ricorreremo al Tar contro la decisione della Corte", ha subito annunciato l’assessore regionale Massimo Corsaro. "L’esercizio dei diritti di partecipazione democratica - hanno scritto i giudici di Milano - non può che svolgersi nel rispetto dei limiti e delle forme previste dalla legge". Secondo i giudici non si può dire che "le conclusioni raggiunte importino, al di là delle difficoltà materiali e sostanziali, un pregiudizio giuridicamente rilevante all’interesse pubblico ’ricollegato alla tutela della volontà manifestata dal corpo elettorale secondo i principi di democrazia e partecipazione costituzionalmente garantiti, nonchè il principio di conservazione dell’atto amministrativò, perché l’esercizio di tali diritti non può che svolgersi nel rispetto dei limiti e delle forme previste dalla legge".

Formigoni: "Convinti delle nostre ragioni" "Eravamo convinti delle nostre buone ragioni e dichiariamo la nostra sorpresa. Lavoriamo per presentare ricorso al Tar domani". Nella conferenza stampa convocata subito dopo il rigetto del ricorso, il governatore lombardo si mostra "sorpreso" per la decisione della Corte: "Stiamo lavorando per chiedere ricorso al Tar domani". Poi rilancia: "Ora chiediamo che venga fatta una verifica su tutte le liste". E' "una operazione legalità piena" quella che chiede Formigoni nel domandare alla Corte d’Appello il controllo di tutte le firme. Nelle motivazioni per cui i giudici hanno confermato il no all’accettazione della candidatura di Formigoni c’è, ha detto il governatore, "l’eliminazione di qualche centinaio di firme senza dirci perché. A questo punto chiedo un’operazione di chiarezza su tutte le liste e confido che si aggiungano alla mia richiesta di un controllo firma per firma anche i miei competitor".

Respinto il ricorso della Polverini Il ricorso della Lista Pdl della provincia di Roma, depositato ieri mattina, è stato respinto. Restano, invece, pendenti in commissione d’appello i ricorsi per il listino provinciale Polverini e per la lista civica Polverini. Anche qui è già stato annunciato il ricorso al Tar. "Prendiamo atto della decisione dei giudici. Adesso il Pdl farà ricorso al Tar - ha commentato a freddo la Polverini - lì siamo fiduciosi che le cose andranno diversamente". Poi la candidata del Pdl ha assicurato gli elettori: "Ripeto che qui nessuno, a cominciare da me, ha intenzione di mollare. Questo deve essere chiaro: nessuno molla". Domani alle 17 il Pdl sarà a piazza Farnese: "Risponderemo a coloro che hanno scambiato la maratona oratoria per una manifestazione di popolo e, siccome vogliono una prova di forza, domani vedranno che qui saremo tantissimi". Dal comitato elettorale della Polverini precisano che la lista civica Polverini è stata ammessa. L’Ufficio centrale regionale della Corte di Appello ha accolto, infatti, il ricorso e ha riammesso le candidature di Ettore Viola e Valeria Giuseppa Gangemi.

Le motivazioni Alla base del rigetto del ricorso la mancata presentazione della lista entro il termine previsto. Secondo il collegio, a mezzogiorno dell’ultimo giorno utile per la presentazione, non c’erano nella sala esponenti della lista. Per quanto riguarda, invece, il ricorso contro l’esclusione del listino regionale della Polverini, la Corte d'Appello ha tempo per pronunciarsi fino alla mattina del 5 marzo, ma è probabile che la decisione venga presa entro la serata di domani. Se il ricorso dovesse essere rigettato, la candidatura della Polverini cadrebbe automaticamente.

I Radicali applaudono la sentenza La notizia del rigetto del ricorso presentato dal Pdl alla Corte d’appello contro la decisione di escludere la lista dalla competizione elettorale è stata accolta con un applauso dai Radicali riuniti alla sede del partito per una conferenza stampa. "I Radicali sono disgustosi. Non usa mezzi termini il segretario nazionale de La Destra, Francesco Storace, che critica duramente il comportamento dei Radicali: "L’applauso dei Radicali alla notizia della decisione della Corte d’Appello di Roma contro la lista Pdl è disgustoso".

Il Pdl è in rivolta "Non ci aspettavamo una decisione del genere - ha commentato Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera - il fatto grave è che una decisione di un organo amministrativo non può impedire l’esercizio della democrazia a 15 milioni di abitanti in due regioni importanti, ribaltando in Lombardia anche la volontà popolare". Secondo il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, invece, "queste elezioni corrono il rischio di essere falsate con conseguenze gravissime per la nostra democrazia. Altro che dilettanti allo sbaraglio". Sulla stessa linea anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Come si può pensare di lasciare senza scelta nel momento più alto della democrazia, quello del voto, due regioni che insieme rappresentano più di un quarto della popolazione italiana?".

La Russa: non lasceremo nulla di intentato "Mi viene da ridere nel leggere alcune dichiarazioni finto allarmistiche di chi vorrebbe che uno dei coordinatori del Pdl si rassegnasse alla ipotesi di una ingiusta esclusione delle liste a Roma e Milano". Ignazio La Russa replica così alle proteste dell’opposizione per le parole usate sul caso della lista Pdl respinta nel Lazio. "Detto da un ministro della Difesa preoccupa, se dovessimo prendere sul serio questi vaneggiamenti..", ha commentato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Ironico anche l’eurodeputato dell’IdV Luigi De Magistris: "Il ministro La Russa forse pensa di organizzare una nuova marcia su Roma? Se fosse così, ricordiamo a lui e a tutto l’esecutivo che l’Italia è ancora una democrazia, dove le sentenze dei giudici si devono rispettare e dove i cittadini non devono essere istigati a compiere reato"