Il caso Troppo rumore e rischio cadute, via il pavé dalle strade

I residenti di viale Bligny possono dormire sonni tranquilli. Finalmente. Dopo anni di proteste, il Comune ha tolto completamente il pavè e ha sostituito i vecchi binari del tram rendendo il passaggio dei mezzi meno rumoroso. I lavori erano partiti durante l’estate e sono finiti nei giorni scorsi. Basta notti in bianco, ma l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini precisa che i benefici di tutta l’operazione «sono molteplici, il viale non è solo meno rumoroso, il percorso dei tram adesso è più sicuro e la pavimentazione in asfalto abbassa i rischi di caduta per chi si sposta in scooter o in bicicletta». E dato che la ricetta a quanto pare funziona (salvo nei casi in cui il pavè è «blindato» al suolo dal vincolo monumentale) Palazzo Marino provvede a rimuovere i masselli dove è possibile e parallelamente interviene con la sostituzione dei binari o la rimozione di quelli inutili. Prossima tappa: via Porpora («nei prossimi mesi, perchè da tempo i cittadini aspettano un intervento»). Ma a fine lavori ci sarà un passaggio dei tram meno rumoroso e a rischio anche in via Turati e in piazza Bottini. Lì, l’intervento di restyling riguarderà tutta la piazza: il passaggio delle auto private sarà limitato, verranno riorganizzate le fermate di tram, bus e taxi, creato un sottopasso pedonale tra la stazione ferroviaria di Lambrate e quella della linea 2 del metrò. Alla fine dei lavori, i residenti si troveranno anche un’area più verde.
A tormentare quelli del Corvetto non è invece il sonno, quanto la caccia al posto auto. Ma l’assessore Simini anticipa che nei prossimi mesi partiranno i lavori per la costruzione di un parcheggio interrato che garantirà circa 200 box a uso e consumo dei residenti. In una zona, ammette, «particolarmente congestionata dal traffico e sprovvista di posteggi». Il silos, di tre piani sotterranei, sarà realizzato in via Giuseppe Avezzana, all’angolo con via Boncompagni. Come nei cantieri già in corso di via Triboniano e via Montemartini, anche in questo caso il Comune applicherà le nuove regole stabilite pochi mesi fa per le convenzioni con i residenti, in modo da scoraggiare i ritardi e tutelare i costi a carico degli acquirenti. «Cerchiamo di risolvere tutte le criticità prima dell’inizio dei lavori per evitare intoppi o rallentamenti in corso d’opera come avveniva in passato - spiega Simini -. Ad esempio, il monitoraggio degli edifici intorno al cantiere viene richiesto prima, durante e dopo i lavori, per avere in mano tutti gli elementi che ci permettano di derimere eventuali contenziosi per danni».
Con la nuova convenzione, tra l’altro, l’indice Istat viene calcolato sulla base del cronoprogramma dell’opera, dunque non viene applicato in caso di ritardo ingiustificati e «gli acconti già versati per il pagamento dei box dovranno essere commisurati all’effettivo stato di avanzamento dei lavori», puntualizza l’assessore. Il Comune infine può applicare in corso d’opera penali ai privati che procedono al rallentatore senza giusto motivo, salvo annullare in seguito le multe in caso di recupero dei tempi». Milano, assicura, non arriverà impreparata all’Expo: «Da un anno e mezzo abbiamo già consegnato quasi 4mila posti auto e con i lavori avviati e quelli previsti ne realizzeremo altri 3mila entro un paio d’anni».