Cassazione: non è reato far vedere i "sorci verdi"

La frase, che deriva dai tre topolini sulla fusoliera dei trimotori "Savoia-Marchetti", emblema, durante il fascismo, dei successi aviatori della 205ª squadriglia aeronautica, non costituisce una minaccia

Cassazione: non è reato far vedere i "sorci verdi"

Roma - Tra le frasi minacciose "sdoganate" dalla Cassazione ne entra una piuttosto singolare: "Ti faccio vedere i sorci verdi". Qualcuno, sentendosela dire, aveva sollevato il caso portandolo in tribunale. E la questione è andata avanti sino alla Cassazione. I supremi giudici hanno stabilito che questa espressione - che deriva dai tre topolini sulla fusoliera dei trimotori "Savoia-Marchetti" , emblema, durante il fascismo, dei successi aviatori della 205ª squadriglia aeronautica famosa per la trasvolata atlantica Roma-Rio de Janeiro - non costituisce una minaccia.

La motivazione Secondo la Cassazione la frase evoca «in maniera generica» solo l’intento di "far ricorso a tutti i mezzi possibili per far valere la propria pretesa" e, nel contesto di una lite animosa, è certamente scusabile. Così la Suprema Corte - sentenza 8006 - ha confermato l’assoluzione di Pietro C., un sardo di 61 anni che alla sua ex socia in affari che non gli voleva restituire un appartamento di sua proprietà, aveva detto, appunto, "ti farò vedere i sorci verdi".

Nessuna minaccia Senza successo la Procura del Tribunale di Nuoro ha reclamato in Cassazione sostenendo che la frase costituisce una minaccia. La tesi è stata bocciata così come la richiesta di considerare una "ingiuria" l’epiteto di "disonesta" che Pietro aveva rivolto, sempre alla ex socia, nell’ambito dello stessa discussione. Per la Suprema Corte, "plausibilmente" non c’è stata offesa all’onore della signora in questione ma solo riferimento "alla violazione degli impegni assunti". Confermato, dunque, il verdetto con il quale il Giudice di pace di Nuoro, il 12 febbraio 2009, aveva scagionato Pietro.