Le vetrine di un grande magazzino di Milano si animano con la presenza di modelli in carne e ossa in tenuta da spiaggia e la Cgil, il maggiore sindacato italiano, scende sul piede di guerra sventolando le bandiere della mercificazione del corpo umano e del decoro. Roba di altri tempi e del grande caldo che negli ultimi giorni ha messo a dura prova lequilibrio dei milanesi che peraltro sono avvezzi a simili performance.
Basta fare qualche passo in centro città ed ecco che allingresso di Abercrombie&Fitch, un altro mega store, stazionano a torso nudo, depilati e abbronzati, con tanto di infradito, bellissimi ragazzi pronti a farsi immortalare con i clienti La trovata è vecchia di anni. Ma questa volta al sindacato, la cui sede è a due passi dal grande magazzino Coin sotto accusa, è saltata la mosca al naso e la questione delle vetrine animate è stato solo un pretesto per polemizzare sullorario di lavoro. Secondo il sindacato, la vetrina attrezzata come una spiaggia con tanto di ragazzo e ragazza in costume per pubblicizzare dei prodotti è «allinsegna del corpo in vetrina e della mercificazione. Non è certamente con queste scelte pubblicitarie che si costruisce una città che vuole essere modello di modernità e futuro». La critica non riguarda solo la vetrina di Coin in piazza Cinque Giornate, ma anche lorario di lavoro in tutto il gruppo.
La Cgil sindigna per i modelli in vetrina «Tredici ore in mostra sono troppe»
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