"Un progetto inutile, dannoso e follemente costoso". L'assessore regionale alla Mobilità Franco Lucente commenta la realizzazione del km scarso di ciclabile sul ponte Ghisolfa voluto dalla giunta Sala in un punto già vessato dal traffico. Le corsie larghe un metro e mezzo ciascuna restringeranno la carreggiata nel tratto da piazza Lugano all'incrocio con Mac Mahon, per realizzarle si dovranno anche spostare i pali del filobus. "Una pista che rientra nelle iniziative ideologiche del Comune, che in nome di una transizione ecologica non ben definita realizza iniziative sconclusionate e che non portano alcun beneficio. La mobilità sostenibile seria, quella pensata e ideata per portare a un'integrazione tra sistemi viabilistici e per migliorare l'accessibilità dei luoghi, è un'altra cosa e di certo non rientra nelle corde dell'attuale amministrazione meneghina".
Entra nel "particolare" sicurezza Samuele Piscina, consigliere leghista in Comune. "Che ci sia bisogno di un collegamento ciclabile in quel tratto è un fatto. Stupisce che non si siano pensate le soluzioni più sicure: usando la preferenziale, come accade ovunque lungo la circonvallazione 90-91, i ciclisti sarebbero più protetti (il cordolo non garantisce sicurezza, porta semmai a incidenti) e non si creerebbero ingorghi di traffico. Anche in direzione San Siro ci sarebbe stato il modo di garantire un tratto protetto, al di sotto del cavalcavia. Sappiamo poi che il raccordo della via Colico è già molto pericoloso per gli automobilisti, se poi affianchi le biciclette è finita. Al posto dell'intervento intelligente ha prevalso la posizione ideologica di dover ridurre le corsie per le auto".
Considera, inoltre, Lucente che "cittadini, commercianti, rappresentanti delle istituzioni e associazioni di categoria si stanno chiedendo quale sia l'utilità della ciclabile in un'area così problematica dal punto di vista viabilistico. Già adesso le code di macchine nelle ore di punta sono lunghissime. Siamo poi sicuri che le ingenti risorse pubbliche investite non potevano essere dirottate su progetti più urgenti?.
Milano è sempre più la città dei divieti e delle imposizioni dall'alto: dalla ciclabile in Corso Buenos Aires a questa, dalle ZTL astruse e che ormai sorgono come funghi in ogni dove, alle famigerate aree B e C. La mobilità sostenibile si costruisce con una maggiore integrazione del trasporto pubblico locale nell'area metropolitana, che Regione Lombardia promuove e sostiene concretamente da sempre".