Maxi caduta alla Parigi-Roubaix: Viviani finisce in ospedale

Circa venti corridori coinvolti in una caduta al chilometro 37. Ad avere la peggio è stato Elia Viviani, costretto al ritiro e trasportato in ospedale più vicino in ambulanza

account X @ Parigi-Roubaix
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Inizia nel peggiore dei modi la Parigi-Roubaix, l'attesissima classica nota come l'Inferno del Nord. Durante le prima fasi della corsa, con il gruppo ancora impengnato sull'asfalto è arrivata la prima caduta di giornata. Circa venti corridori sono finiti a terra al chilometro 37.

Tra questi, Elia Viviani ha pagato il conto più salato: l’azzurro della Ineos Grenadiers è stato trasportato all’ospedale più vicino in ambulanza. Oltre a Viviani, un altro ciclista italiano ha già dovuto abbandonare la corsa: Jonathan Milan. Lo sprinter della Lidl-Trek non ha riportato gravi conseguenze, ma ha scelto di ritirarsi. Gli altri corridori coinvolti, tra cui Alberto Bettiol, Tim Merlier, Laurenz Rex, Nils Politt e Jonas Rutsch, sono ripartiti senza particolari conseguenze a parte alcune visibili escoriazioni.

Viviani, 35 anni, era reduce da due giorni di gare in velodromo a Grenchen, in Svizzera. Era arrivato a Compiegne, alla partenza della Roubaix, solo nella tarda serata di ieri. Adesso restano da capire le condizioni del velocista della Ineos Grenadiers, considerando anche le sue prospettive in vista dei Giochi Olimpici di Parigi 2024.

La Parigi-Roubaix è stata preceduta proprio da molte polemiche sulla sicurezza. Le immagini impressionanti della caduta di Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel al Giro dei Paesi Baschi hanno suscitato molte perplessità anche sull'Inferno del Nord. Nel mirino sono finiti i tanti tratti che presentano ciottoli all'interno del percorso. Questi sono ben 29, con un totale di 53 km su una superficie non regolare. Il tratto che porta alla foresta di Arenberg, poi, ha fatto preocccupare gli organizzatori nei giorni precedenti l'inizio della gara.

Per evitare cadute nei pressi del bosco, il tratto è stato modificato inserendo una chicane.

Questo è stato necessario per far sì che il gruppo rallenti prima della strettoia che porta ad Arenberg, diminuendo secondo le loro previsioni la pericolosità di quel tratto. Una scelta per cui Mathieu van der Poel ha criticato duramente gli organizzatori della Parigi-Roubaix. Fatto sta che le cadute continuano a tormentare il mondo del ciclismo.

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