C'è un (bel) pezzo di mondo nel Sud del Cile che si prepara a tornare foresta. Prende il via qui un nuovo progetto di riforestazione di Neya, società benefit di Mundys per il contrasto al cambiamento climatico, con l'obiettivo di rimuovere anidride carbonica dall'atmosfera, ripristinare ecosistemi degradati e generare benefici economici per le comunità locali. Un progetto di portata enorme: basti pensare che la riforestazione riguarderà 170 ettari, l'equivalente di 240 campi da calcio e coinvolgerà lavoratori attivi sul territorio, come piccoli e medi proprietari terrieri che saranno coinvolti nella creazione di foreste native miste. L'iniziativa, che segue il primo progetto avviato da Neya in Madagascar per la riforestazione di 500 ettari lungo le coste a Nord dell'isola, si sviluppa nella Foresta Valdiviana, in Cile, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità ma anche tra i più minacciati al mondo. Il piano prevede la piantumazione di specie arboree autoctone come Rauli, Coigüe e Roble, su terreni degradati o marginali, spesso utilizzati in passato per il pascolo. L'obiettivo è ricostituire le foreste native, che possono portare non solo evidenti benefici sul clima, ma sono capaci di tutela la biodiversità. La Foresta Valdiviana, infatti, rappresenta un ecosistema straordinario. Un unicum: ospita specie uniche al mondo, che non esistono in altre prti del mondo con il 76 per cento degli anfibi e il 45 per cento dei vertebrati presenti esclusivamente in quest'area. Inoltre, svolge un ruolo fondamentale nella conservazione delle risorse idriche del Paese.
Il progetto della durata di 40 anni - consentirà di rimuovere circa 80mila tonnellate di CO2, di cui 55mila saranno impiegate direttamente da Mundys per compensare una quota delle emissioni delle proprie infrastrutture presenti a livello globale. Si tratta di una quota di emissioni prodotto da una città di medie dimensioni per un anno. L'intervento è certificato secondo lo standard internazionale Verified Carbon Standard (VCS).
C'è un altro livello, non meno importante, meno visibile ma decisivo. È il piano sociale, con diverse decine di famiglie di agricoltori coinvolte nel progetto. L'iniziativa include programmi di formazione tecnica, la creazione di opportunità di lavoro a livello locale e un sistema di condivisione dei benefici economici derivanti dai crediti di carbonio. È inoltre previsto il potenziamento dei vivai comunitari.
Partner locale dell'iniziativa è l'Agrupación de Ingenieros Forestales por el Bosque Nativo (AIFBN), un'organizzazione non governativa (ONG) senza fini di lucro fondata nel 1993 a Valdivia. Riunisce oltre 200 soci in prevalenza ingegneri forestali, ma anche biologi, agronomi, economisti e avvocati accomunati dall'obiettivo della conservazione e della gestione sostenibile delle foreste native cilene.
"Questo progetto - ha affermato Ruggero Poli, Amministratore Delegato di Neya - dimostra come la riforestazione con specie native possa generare un impatto concreto sia sul clima che sulle comunità locali.
Non si tratta solo di rimuovere CO2, ma di ricostruire ecosistemi resilienti e creare opportunità economiche durature per i territori coinvolti, proprio in Cile, non molto distante da una delle autostrade gestite da una società del nostro Gruppo, Costanera".