Leggi il settimanale

"La città ha frenato. Un cambio di colore non azzeri i progetti"

L'archistar Boeri: "Da Albertini a Sala, le grandi strategie non sono mai mutate"

"La città ha frenato. Un cambio di colore non azzeri i progetti"
00:00 00:00

Al gioco primarie sì, primarie no per il candidato sindaco del centrosinistra, lui che sfidò Giuliano Pisapia nel 2010, non vuuole partecipare. "Non è un tema che mi appassiona, va chiesto e chi fa politica, io non la faccio più" risponde l'archistar Stefano Boeri a margine dell'evento organizzato ieri da Il Giornale e Moneta alla Fondazione Feltrinelli. Ieri ha sottolineato che "sicuramente a Milano c'è un stato un rallentamento" nell'ultimo anno". Le inchieste sull'urbanistica, che in parte lo hanno coinvolto, hanno bloccato i cantieri. "Ma certamente registriamo un'attenzione formidabile nei confronti della città. Le risorse perchè ci sia un rilancio ci sono tutte" sottolinea. Guardando alle prossime Comunali aggiunge che "la cosa importante è far sì che, come è successo negli ultimi 20 anni a Milano, il cambiamento del colore politico delle giunte non modifichi le grandi strategie e i progetti per la città. Questo è quello che caratterizza Milano, se penso alle giunte di Albertini, Moratti, Pisapia e Sala hanno seguito alcuni filoni e scelte di fondo: questa è Milano". Anche se il rischio di uno stallo nello sviluppo della città in caso di vittoria del campo largo, con i 5 Stelle che gridano da anni contro la cementificazione di Milano, più che un rischio è una certezza. Altro che i grandi progetti e le grandi strategie auspicate da Boeri.

Si definisce ormai fuori dalla politica ma in scadenza di mandato come presidente della Fondazione Triennale (e ancora non c'è l'intesa sul successore, il Comune ha posticipato al 14 aprile la scadenza del bando per le nomine) Boeri parla in scioltezza e negli ultimi giorni non ha mancato di prendere qualche distanza da Beppe Sala. Il sindaco sulla scelta della nuova guida della Triennale ha fissato un paletto: "Non deve avere nessuna connotazione politica". Boeri, che è stato esponente Pd, sostiene invece che "non è nè un bene né un male, l'importante è che sia competente, sappia governare un'istituzione internazionale. Oggi siamo in grado di poter dialogare con chiunque nel mondo da una posizione di grande autorevolezza culturale, e questa è la cosa più bella della Triennale per Milano e per l'Italia". E sabato, dopo la lettera-polemica dei figli di Dario Fo sulla scarsa attenzione di Milano nei confronti del premio Nobel, nel centenario dalla nascita, Sala ha delegato la vicesindaco Anna Scavuzzo all'inaugurazione della targa dedicata a Fo e Franca Rame sul palazzo dove vissero a lungo in corso di Porta Romana e ha pubblicato sui social le foto della gita in bicicletta. Boeri sui social si è rammaricato che "tra le conseguenze involontarie del periodo di fine mandato" ci sia stato anche il "non aver saputo organizzare in Triennale una grande festa per Fo" e ha ricordato invece la grande mostra e l'happening dedicato nel 2012 come assessore alla Cultura della giunta Pisapia alle sue opere pittoriche.

Primarie sì, primarie forse.

A sinistra come si sa è già scesa in campo la vicesindaco Anna Scavuzzo, non lo dichiara ufficialmente ma è partito con la campagna il capogruppo regionale del Pd Pierfrancesco Majorino, tra i nomi in pole c'è il giornalista Mario Calabresi e si scalda l'assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte, appena nominato portavoce de La Civica, l'ex lista Sala. Le primarie (se sarà l'opzione) non si terranno prima di novembre o addirittura gennaio-febbraio.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica