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Assegno unico, scatta l’aumento: pagamenti di febbraio tra il 19 e il 20

Rivalutazione dell’1,4% e nuove fasce Isee. Da marzo, invece, parte il ricalcolo con l’Isee 2026 e gli arretrati per chi aggiorna la DSU entro il 30 giugno

Assegno unico, scatta l’aumento: pagamenti di febbraio tra il 19 e il 20
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Il 2026 si apre con una piccola ma concreta boccata d’ossigeno per chi riceve l’Assegno Unico Universale: da febbraio scatta l’adeguamento annuale degli importi legato all’inflazione pari all’1,4%, come comunicato dall’INPS. Non si tratta di un intervento straordinario, ma di un aggiornamento che entra nei meccanismi ordinari della prestazione e che, di conseguenza, incide sugli importi mensili e sulle fasce di riferimento. Il punto, come spesso accade con le misure “di sistema”, è che l’effetto non arriva in un’unica soluzione: tra rivalutazione e conguagli, l’aumento si distribuisce in più passaggi e può risultare meno immediato di quanto si immagini leggendo la percentuale.

Quando avvengono i pagamenti

Per la mensilità di febbraio, i pagamenti sono previsti nella finestra tra il 19 e il 20 del mese. È in quelle date che la rivalutazione dovrebbe riflettersi per la prima volta sugli accrediti. Gli adeguamenti relativi a gennaio, però, non vengono liquidati insieme alla mensilità di febbraio: saranno corrisposti a partire da marzo. Il risultato è un calendario a due tempi che può rendere meno lineare il confronto tra un mese e l’altro. La cifra in arrivo a febbraio fotografa l’assegno aggiornato, mentre il recupero del mese precedente segue una strada diversa e arriva più avanti.

L’effetto Isee

In questa fase di passaggio, l’importo dell’Assegno Unico viene calcolato con l’Isee valido al 31 dicembre 2025. Da marzo 2026, invece, entra in vigore il nuovo Indicatore 2026, che diventa il parametro per determinare l’assegno e le eventuali maggiorazioni. È un dettaglio tecnico solo in apparenza: la rivalutazione dell’1,4% alza la base, ma la collocazione nelle fasce Isee e l’aggiornamento della situazione economica del nucleo incidono in modo decisivo sull’importo effettivo, soprattutto quando entrano in gioco gli incrementi aggiuntivi.

Maggiorazioni previste

Accanto all’aumento “lineare” legato all’inflazione, resta centrale il capitolo delle maggiorazioni, che possono spostare in modo significativo il totale mensile. L’INPS conferma l’applicazione automatica di alcuni incrementi al ricorrere dei requisiti: per i bambini sotto un anno è previsto un aumento del 50% fino al compimento del primo anno; per le famiglie con almeno tre figli e Isee fino a 46.582,71 euro è riconosciuto un incremento del 50% per ciascun figlio tra uno e tre anni; per i nuclei con quattro o più figli a carico è prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese. Restano inoltre i bonus per i figli con disabilità e per le madri under 21, mentre altre maggiorazioni sono variabili in base all’Isee, compreso il beneficio per il secondo percettore di reddito.

Domanda e DSU

Sul fronte delle procedure, il principio è la continuità: non è necessario presentare una nuova domanda per il 2026 se quella precedente risulta “accolta”, perché l’erogazione prosegue automaticamente. Resta però la necessità di comunicare cambiamenti rilevanti, come la nascita di un figlio o il raggiungimento della maggiore età di un figlio già indicato in domanda. Se la pratica precedente è decaduta, revocata, rinunciata o respinta, occorre invece presentare una nuova domanda.


Da marzo 2026 l’assegno viene calcolato sulla base dell’Isee aggiornato: chi non presenta la DSU riceve comunque la prestazione, ma con un importo ridotto. L’aggiornamento può essere effettuato entro il 30 giugno 2026; in tal caso l’INPS procederà al ricalcolo retroattivo a partire da marzo e riconosce gli arretrati.

L’ottenimento dell’Isee è facilitato dalla DSU precompilata disponibile sul Portale unico ISEE, costruita anche con dati già presenti presso Agenzia delle Entrate e INPS. In alternativa, è prevista la possibilità di inviare la DSU Mini tramite app INPS Mobile.

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