Ha generato un discreto dibattito l'ultima novità relativa al prelievo di contanti effettuato al bancomat. Chi è solito servirsi dell'apposito sportello conosce molto bene la procedura: si deve inserire la carta, scegliere l'importo e poi digitare il PIN, che permetterà l'erogazione del denaro. Proprio l'inserimento del PIN è il fulcro della polemica. Digitare il codice sbagliato può causare problemi, arrivando anche al trattenimento della carta in caso di molteplici errori. Fino ad oggi, la questione si risolveva facilmente, bastava contattare l'istituto di credito e attendere la restituzione della carta. A quanto pare, però, non è così per tutti: ci sono casi in cui è previsto il pagamento di una piccola commissione.
L'episodio è accaduto in Bulgaria, per la precisione a Plovdiv. Un uomo ha sbagliato a digitare il PIN e la carta è stata bloccata dallo sportello collegato al circuito EasyPay dopo svariati tentativi. Soltanto dopo il cittadino si è reso conto dell'errore: stava digitando il codice di un'altra carta in suo possesso. I problemi, però, sono arrivati dopo. Una volta portata a buon fine l'operazione e recuperata la carta, l'uomo ha poi effettuato un estratto conto e si è accorto di una serie di piccoli addebiti. Per ogni tentativo fallito gli erano stati scalati 0,20 euro di commissione, come riportato nella descrizione del movimento, che riportava la dicitura "Commissione per autorizzazione negata su una transazione non dovuta a colpa dell'emittente".
Insomma, chi sbaglia a digitare il codice paga una piccola penale.
Stando a quanto riportato da Money.it, che ha analizzato il caso, non si tratta di una novità assoluta. Ci sono altri piccoli circuiti, magari meno noti, che applicano questo genere di commissioni. EasyPay è una realtà più conosciuta nell'Est Europa, quindi dalle nostre parti certe politiche possono sembrarci ancora strane. In Italia episodi di questo tipo non accadono.
Di solito, quando si sbaglia a digitare più volte il PIN si rischia di vedersi bloccare la carta e a quel punto bisogna contattare l'istituto di credito e dare inizio a tutta la procedura. Una vera seccatura, ma senza il pagamento di una commissione.