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Decreto accise, la mossa del governo per contenere i prezzi della benzina

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato la proroga della sconto delle imposte indirette fino al prossimo 1° maggio: obiettivo scongiurare impennata di costi dei carburanti per tutto aprile

Decreto accise, la mossa del governo per contenere i prezzi della benzina
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Il governo Meloni mette un argine al caro carburanti: nella mattinata di oggi, venerdì 3 aprile 2026, il Consiglio dei ministri ha infatti stabilito - con un decreto apposito - il taglio delle accise su benzina e gasolio che erano in scadenza il 7 aprile. La misura che era stata introdotta lo scorso 18 marzo aveva garantito uno sconto di 24,4 centesimi al litro, ma i prezzi di benzina e gasolio mordono ancora il portafoglio dei cittadini italiani: circa 1,73 euro al litro per la benzina e poco sopra i 2 euro per il diesel. Del resto, una quota significativa dello sconto statale già approvato era stata in parte mangiata dai rincari. In particolare sul diesel, dove l’aumento delle quotazioni internazionali ha ridotto quasi completamente il beneficio per gli automobilisti. Ed è proprio questo il motivo principale per cui l’esecutivo nazionale di centrodestra ha deciso di agire in tal senso.

"Con il decreto proroghiamo la riduzione delle accise in essere fino al 1° maggio - ha dichiarato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa seguita al Consiglio dei ministri sul nuovo decreto accise -. C'è poi un intervento mirato sulle aziende agricole cui viene esteso il credito d'imposta del 20%, che era già previsto originariamente solo per le aziende della pesca, e poi un intervento anche per SACE-SIMEST per le imprese che, diciamo così, lavorano sull'export". Il decreto poi recepisce poi "anche l'accordo con le associazioni di categoria preso in settimana su transizione 5.0".

Il precedente decreto Carburanti, approvato dal governo il 18 marzo, è costato 417 milioni solo per il taglio delle accise per 20 giorni e, complessivamente, 527 milioni, considerando anche i sostegni all’autotrasporto e i crediti d’imposta per l’agricoltura e la pesca. Questa volta il decreto costerà leggermente di più: ovvero poco meno di 600 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato da Giorgetti in conferenza stampa, una parte è recuperata dall’autocopertura che deriva dal gettito iva e altri 200 milioni derivano dalle risorse legate all’Ets CO2. Sul fronte delle misure complementari il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha infatti chiesto un’estensione del rimborso delle accise per le aziende dell’autotrasporto che il decreto del 18 marzo limita ai soli mezzi Euro 5 e 6: troppo poco secondo la categoria che, se il beneficio non sarà allargato, minaccia lo “scontro aperto, con conseguenze sul trasporto merci”, stando alle parole di Paolo Ugge, presidente della Federazione autotrasportatori italiani). Inoltre, ci dovrebbe essere un rafforzamento del credito d’imposta sul gasolio per agricoltura e pesca.

Sarà difficile prevedere come si comporteranno i costi nelle prossime settimane, tra le vacanze di Pasqua e i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. La benzina potrebbe oscillare tra 1,70 e 1,80 euro al litro, mentre il diesel resterebbe intorno ai 2 euro o di poco sopra. In altre parole, il taglio servirebbe più a limitare i danni, anche se non è per nulla escluso che un intervento del genere possa avere anche la funzione di invertire la tendenza.

Certo, il contesto non è dei migliori: la guerra in Iran e la crisi dello Stretto di Hormuz hanno spinto verso l’alto le quotazioni del petrolio, con effetti particolarmente pesanti sul gasolio. Intanto, il decreto accise licenziato questa mattina dal governo potrà dare una bella boccata d’ossigeno a tutti i consumatori.

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