Cittadini

Ecco l’identikit di chi perderà il reddito di cittadinanza

Uomo del Sud di età compresa tra 45 e 59 anni: ecco l'identikit della prima categoria colpita dalla riforma sul reddito di cittadinanza

Ecco l’identikit di chi perderà il reddito di cittadinanza

Tra i temi caldi del nuovo governo c'è il reddito di cittadinanza, la misura grillina che tante problematiche ha creato al Paese oltre a dare sostegno ai poveri. La riforma avverrà in tempi brevi e, come abbiamo visto sul Giornale.it, Bankitalia è rimasta soddisfatta dalla revisione per "risolverne le criticità".

A chi verrà sottratto

Un colpo di spugna non sarà possibile ma la Meloni è stata chiara: non c'è alcuna intenzione di far rimanere le persone in condizione di povertà, "vogliamo aiutarle a trovare lavoro" che porta ovunque, con il reddito invece si rimane dove si è, non ci si sposta e per questo motivo non dà scampo. Per capire chi saranno i primi a vedersi sottratta la misura statale, ha rilasciato alcune dichiarazioni alle Commissioni riunite Bilancio alla Camera e al Senato il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, che ha fatto un'identikit della situazione attuale e di quella che ci aspetta nel prossimo futuro. La riduzione di chi percepisce il Rdc, nel 2023, colpirà "circa 846 mila individui, vale a dire poco più di un beneficiario su cinque", ha affermato Blangiardo.

"Maschi tra 45 e 59 anni"

Una bella sforbiciata, si parla di quasi 850mila persone. Tra queste, però, c'è una categoria che più di tutte percepisce il sussidio statale: oltre un terzo, infatti, hanno un'età compresa tra 18 e 59 anni (l'età lavorativa per eccellenza), è del Sud Italia ma il presidente Istat nella sua analisi è andato ancora più a fondo specificando che "la decurtazione della durata" riguarderebbe soprattutto le famiglie poco numerose (la metà delle persone che vivono da sole) e la prevalenza sarebbe di uomini, la metà dei quali compresi tra i 45 e 59 anni. Un terzo degli attuali percettori del reddito di cittadinanza ai quali sarà ridotto rientrano invece nella categoria 18-29 anni che hanno "livelli di istruzione appena più elevati rispetto alla restante platea dei beneficiari appartenenti alla stessa classe d'età", ha concluso Blangiardo.

Il risparmio per lo Stato

Con la tanto agognata stretta sul reddito, il risparmio per le casse statali sarebbe intorno ai 734 milioni di euro nel 2023 con la totale abolizione di questa misura nel 2024 e un risparmio di 8,78 miliardi: sono queste le cifre pubblicate da Laleggepertutti che riguardano la relazione tecnica emersa nell’ultima bozza della Manovra. Come abbiamo visto sul Giornale.it, anche l'economista Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'Istituto Bruno Leoni, ha espresso un giudizio fermamente positivo sulla riforma statale. L'inserimento nel mondo del lavoro è stato "del tutto carente e, quindi, oggi, il reddito di cittadinanza è solo un gigantesco meccanismo redistributivo" che, finalmente, sta per essere migliorato.

Commenti