Novità per il modello della Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), il passaggio obbligato per ottenere l’Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e accedere a bonus e prestazioni sociali. Gli aggiornamenti, introdotti con il decreto del Ministero del Lavoro dello scorso 2 marzo, recepiscono le modifiche della Legge di Bilancio e superano definitivamente la fase transitoria che ha caratterizzato i primi mesi dell’anno.
Chi ha già presentato la Dsu tra gennaio e febbraio non dovrà fare nulla: l’Inps ha provveduto ad aggiornare automaticamente le attestazioni. Per chi deve ancora compilare la dichiarazione, invece, è fondamentale conoscere i cambiamenti, perché incidono direttamente sul valore finale dell’indicatore. Cerchiamo di capire di più.
Inserimento di criptovalute e conti esteri
La novità più rilevante riguarda il patrimonio mobiliare. Entrano ufficialmente nella Dsu anche le criptovalute e gli asset digitali, fino a oggi rimasti ai margini della dichiarazione. Il criterio da seguire è lo stesso previsto per i conti correnti: bisogna indicare il valore più alto tra il saldo al 31 dicembre 2024 e la giacenza media annua.
Non si tratta sempre di un’operazione semplice. Chi non ha tenuto traccia puntuale dei movimenti dovrà recuperare i dati dagli exchange, o dalle piattaforme utilizzate. Accanto alle criptovalute, vanno dichiarati anche i conti correnti e i depositi detenuti all’estero, oltre alle rimesse di denaro verso altri Paesi.
Si tratta di informazioni che diventano a tutti gli effetti obbligatorie: omissioni o errori possono comportare conseguenze, anche sul piano sanzionatorio. Per questo è consigliabile ricostruire con attenzione tutta la propria situazione finanziaria prima di procedere con la compilazione.
Prima casa: franchigia più alta, con alcuni distinguo
Un altro intervento importante riguarda l’abitazione principale. La franchigia Isee sulla prima casa viene aumentata in modo significativo: si passa da circa 52.500 euro a 91.500 euro per la maggior parte dei nuclei familiari, con la possibilità di arrivare fino a 120mila euro nei capoluoghi delle città metropolitane.
A questo si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Una misura che, in concreto, alleggerisce il peso della casa nel calcolo dell’Isee, rendendo l’indicatore più favorevole.
Va però precisato che questo meccanismo si applica ad alcune prestazioni, tra cui Assegno unico, Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Per tutte le altre resta il sistema di calcolo ordinario.
Famiglie con figli: Isee più favorevole
Sempre nell’ottica di sostenere i nuclei familiari, cambiano anche i parametri della scala di equivalenza, cioè il sistema che tiene conto del numero dei componenti della famiglia.
Le nuove regole prevedono maggiorazioni più elevate per i figli e introducono, per la prima volta, un beneficio specifico per le famiglie con due figli. Il risultato è che, a parità di reddito, l’Isee può risultare più basso, facilitando l’accesso a una serie di agevolazioni.
Si tratta di un intervento che punta a rendere il sistema più equo, soprattutto per le famiglie numerose, che negli anni hanno spesso segnalato una penalizzazione nei meccanismi di calcolo.
Dsu già presentata: cosa succede
Per chi ha già inviato la Dsu nel 2026 non è necessario, come anticipato, alcun intervento. L’Inps ha aggiornato automaticamente le attestazioni, integrando anche il nuovo Isee per le prestazioni legate all’inclusione.
Le eventuali domande che erano state respinte con il vecchio calcolo verranno riesaminate d’ufficio. Le nuove attestazioni sono già disponibili nei servizi online dell’Istituto e possono essere consultate senza dover presentare una nuova dichiarazione.
Validità e rinnovo: le scadenze da ricordare
Resta invariata la durata dell’Isee, valido fino al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata la Dsu. Questo significa che, come ogni anno, è necessario rinnovarlo per continuare a beneficiare delle prestazioni.
Per alcune misure, come l’assegno unico, è possibile utilizzare l’Isee dell’anno precedente fino a febbraio, ma da marzo è necessario quello aggiornato. In caso contrario viene erogato solo l’importo minimo, con eventuale conguaglio nei mesi successivi se si presenta la nuova dichiarazione entro i termini.
L’impatto delle nuove regole
Le modifiche introdotte nel 2026 vanno in una doppia direzione. Da un lato, ampliano il perimetro dei dati da dichiarare, includendo nuovi elementi come le criptovalute e i patrimoni detenuti all’estero. Dall’altro, cercano di rendere il sistema più favorevole per le famiglie, soprattutto quelle con figli e quelle che utilizzano la prima casa come abitazione principale.
id="docs-internal-guid-9fcda199-7fff-e1d5-4989-7ea06ea2ba53">Comprendere queste novità prima di compilare la Dsu è fondamentale. Non solo per evitare errori, ma anche per cogliere tutte le opportunità legate a bonus e agevolazioni che dipendono direttamente dal valore dell’Isee.