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Pensioni, quattordicesima in arrivo: chi ha diritto alla mensilità extra fino a 655 euro

L’accredito scatta con il cedolino di luglio per chi rispetta i requisiti Inps. Decisivi età, reddito personale e anni di contributi; per alcuni pensionati il pagamento slitta a dicembre

Pensioni, quattordicesima in arrivo: chi ha diritto alla mensilità extra fino a 655 euro
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L’estate porta con sé una voce molto attesa nel cedolino di una parte dei pensionati: la quattordicesima Inps. Non è una mensilità aggiuntiva per tutti, né un bonus indistinto, ma un’integrazione economica riservata a chi rispetta precisi requisiti di età, reddito e contribuzione. L’accredito arriva di norma a luglio, insieme alla pensione, ma in alcuni casi può slittare a dicembre. Secondo l’Inps, la misura viene riconosciuta automaticamente sulla base dei dati reddituali disponibili e riguarda i pensionati con almeno 64 anni e redditi entro due volte il trattamento minimo annuo.

La misura

La quattordicesima nasce come sostegno aggiuntivo per i pensionati con redditi medio-bassi. A differenza della tredicesima, che rappresenta una voce ordinaria e generalizzata, questa integrazione segue una logica più selettiva: viene concessa soltanto a chi rientra nei parametri fissati dalla normativa. Possono beneficiarne i titolari di pensioni di vecchiaia, anticipate, invalidità di natura contributiva e trattamenti ai superstiti, come le reversibilità. Restano invece escluse le prestazioni puramente assistenziali, tra cui assegno sociale, pensione sociale e invalidità civile, così come alcuni strumenti di accompagnamento alla pensione.

I requisiti

Il primo requisito da rispettare è quello anagrafico: per ottenere la quattordicesima occorre aver compiuto almeno 64 anni entro l’anno di riferimento. Il secondo elemento decisivo è il reddito personale, che non deve superare il doppio del trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Per il 2026, le soglie considerate sono due: fino a 11.931,08 euro annui, pari a una volta e mezza il minimo, e fino a 15.908,10 euro annui, pari a due volte il minimo. A parità di reddito, l’importo cambia poi in base agli anni di contributi versati, distinguendo tra lavoratori dipendenti e autonomi.

Quando avviene il pagamento

Per la maggior parte degli aventi diritto, l’accredito della quattordicesima avviene con la rata di luglio, senza bisogno di presentare domanda. L’Inps utilizza infatti le informazioni già presenti nei propri archivi per riconoscere l’importo in via automatica. Chi però raggiunge i requisiti nella seconda parte dell’anno, oppure diventa pensionato nel corso del 2026, può ricevere il pagamento con la mensilità di dicembre. La somma viene inizialmente attribuita in via provvisoria: dopo le verifiche sui redditi effettivi, l’importo può essere confermato, rideterminato o recuperato in caso di mancanza dei requisiti.

Importi previsti

La cifra riconosciuta non è uguale per tutti. Per i pensionati con redditi fino a una volta e mezza il trattamento minimo, l’importo è di 437 euro con un’anzianità contributiva fino a 15 anni per i dipendenti e 18 per gli autonomi. Sale a 546 euro per chi supera queste soglie ma resta entro 25 anni di contributi, 28 per gli autonomi, e raggiunge i 655 euro oltre tali limiti.

Per chi ha redditi compresi tra una volta e mezza e due volte il minimo, gli importi sono più bassi: 336, 420 e 504 euro. In caso di mancato accredito, chi ritiene di averne diritto può rivolgersi all’Inps o a un patronato per presentare richiesta.

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