Il confronto Le tariffe annuali? Sono più care a Parigi

Il confronto Le tariffe annuali? Sono più care a Parigi

A Parigi il sistema del bike sharing è partito a metà del luglio 2007, con il progetto «Velib», nato dall’unione di «vélo e liberté», ovvero bici e libertà, al fine di ridurre il traffico e lo smog della città. La «Ville de lumière» ha da subito fatto le cose in grande mettendo a disposizione dei francesi 10mila biciclette situate in 750 stazioni. Dato notevole, ma che il sindaco parigino, Bertrand Delanoe, ha voluto migliorare, arrivando addirittura, nel giugno del 2008, a circa 20mila biciclette in 1500 stazioni con più di 200mila abbonati. Ciascuna postazione dispone dalle 20 alle 50 bici ed è dotata di una pensilina con schermo interattivo, dove si possono acquistare, con carta di credito, tre tipi di abbonamenti, come a Milano. Per quanto riguarda i prezzi, Parigi ci batte con gli abbonamenti giornalieri, che costano 1 euro contro i nostri 2, e quelli settimanali, 5 contro 6 euro. Per l’abbonamento annuale, invece, la partita Italia - Francia, la vinciamo noi, 25 euro contro 29. Esiste anche una scheda magnetica che ci permette di usare la bici per i brevi spostamenti. Questa scheda funge da lucchetto: la «strisciamo» in una delle postazioni, prendiamo la bici e abbiamo a disposizione mezz’ora per utilizzarla gratuitamente per poi rilasciarla nella stazione più vicina. Lo sforamento dei trenta minuti viene a costarci 50 centesimi e 2 euro dopo la seconda ora di frazione. Anche qui battiamo i nostri «avversari» parigini che fanno scattare una tariffazione già di 1 euro soltanto per la prima mezz’ora di sforamento. Delanoe non si è risparmiato nemmeno sulla qualità delle bici, che hanno una linea semplice e moderna e sono dotate di tre marce (come a Milano) oltre che di un sistema di anti-manomissione posto sulle ruote e il sellino.

Che dire, forse alla fine arriviamo ad un pareggio, ma quel che è importante è che l’Italia è arrivata ad usare un sistema ecologico per aiutare i cittadini migliorando anche la qualità dell’aria. E lo ha fatto prima dell’Inghilterra, che adotterà il sistema del bike sharing soltanto nel 2010.

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