Cronaca locale

"Controlli in Centrale e rafforzeremo l'export da Orio e Malpensa"

Meloni anticipa il "blitz" in stazione lunedì. A Fontana: "In giunta Fdi conterà di più"

"Controlli in Centrale e rafforzeremo l'export da Orio e Malpensa"

«È arrivato il tempo della legalità, in cui l'Italia dimostra di essere un Paese serio che fa rispettare le regole. Un pendolare o un turista non devono aver paura di prendere il treno o avere come prima immagine di Milano il degrado. Lunedì scatteranno i maxi controlli in stazione Centrale» annunciati settimane fa dal ministro dell'Interno Piantedosi. Ad anticiparlo ieri è stato il premier Giorgia Meloni, in videocollegamento dal suo ufficio a Roma con l'auditorium di Palazzo Lombardia dove Fratelli d'Italia ha aperto la campagna elettorale per le Regionali. Dopo la sfilata dei candidati venerdì pomeriggio ieri è stata la volta dei ministri. E la leader che chiude la kermesse con un «grande in bocca al lupo al presidente Attilio Fontana» in prima fila, e con l'avvertimento indiretto alla Lega che non vede «l'ora di ricominciare a lavorare con lui e con una giunta di centrodestra alla guida della Lombardia nella quale, sono certa, FdI avrà un ruolo più centrale», Meloni gioca d'anticipo su un terreno, la sicurezza, tanto caro ai leghisti. E sfila probabilmente al ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini un altro annuncio. «Stiamo lavorando per sbloccare tante opere anche in Lombardia - premette Meloni - e abbiamo uno pian per rafforzare il traffico dei cargo a Malpensa e Orio al Serio. Crediamo in una Lombardia che cresce e aumenta l'export, la ricchezza prodotta lì porta crescita al Paese. Non abbiamo tempo da perdere, vogliamo sbloccare le opere, eliminare i colli di bottiglia che affliggono anche Milano e la Lombardia e vogliamo sostenere le aziende». Rimarca che «il responso della Lombardia per noi è molto importante essendo la regione più popolosa e che produce il sesto Pil più alto d'Europa. E avere una coalizione con la stessa visione tanto al governo che in Lombardia ci porterà ancora più avanti». Ringrazia Fontana, «non sono stati anni facili» tra lo tsunami del Covid e la crisi contingente ma «questo non deve impedirci di guardare al futuro con ottimismo, in Lombardia come nel Paese, e con un obiettivo di lungo periodo». Avverte l'opposizione ma anche gli alleati che il lavoro al governo «non è una corsa di 100 metri ma una maratona e per guardare ai risultati servono 5 anni, sono certa che li avremo nonostante i tentativi di buona parte dell'opposizione, e non solo, di mettere bastoni tra le ruote».

Fontana sul palco prima di Meloni ricorda agli elettori che «la Lombardia è di fronte a un bivio, o continua il buongoverno del centrodestra o passa il modello drammatico della decrescita felice di Pd-5 Stelle, il disastro peggiore che potrebbe accadere». Fontana ha riportato le parole con cui il leader M5S Giuseppe Conte archiviava i termovalorizzatori in Lombardia, lo sfidante Pd-5Stelle Pierfrancesco Majorino le ha bollate come fake news «ma dovrebbero farsi chiarezza tra loro, non abbiamo impianti obsoleti». E non teme l'ex vice ora in campo con il Terzo Polo Letizia Moratti, «con alcuni candidati della civica cerca di togliere voti al centrodestra ma non ho paura». Neanche della campagna del sindaco Sala pro Majorino: «Rappresenta una sinistra champagne, totalmente incoerente e che non voterà mai per noi». Su Moratti puntualizza: «Aveva «messo in mano all'assessore al Welfare 100 milioni ma i risultati sono stati modesti, da quando è arrivato Bertolaso sono scattate soluzioni più rigorose contro le liste di attesa che si sono accumulate in ogni regione per i due anni di Covid». Anche Fontana vuol far «volare» meglio la Lombardia: «Regione non ha diretta partecipazione sugli aeroporti ma rischiamo di perdere tante opportunità, dovremmo fare da regia. Se sarà rieletto ho un'idea». Subito isolato un contestatore arrivato sotto il palco con un cartello con la foto di Meloni e l'ex presidente del Brasile Bolsonaro.

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