Cosa volevano colpire i terroristi arrestati con 100 chili di bombe

Un quintale di esplosivo. Nitrato d’ammonio e altre sostanze chimiche. Potenziali bombe. Ma per colpire cosa? Dopo l’attentato alla caserma «Santa Barbara» di piazzale Perrucchetti, gli investigatori si interrogano su quali potessero essere i nuovi, eventuali obiettivi di un attacco. Parte di quel materiale sarebbe stato utilizzato da Mohamed Game, arrestato lunedì e ora in ospedale in gravi condizioni, per fare delle prove. Ma il restante - è il timore degli investigatori - poteva essere a disposizione per nuove azioni terroristiche.
Nella notte di ieri altri due nordafricani sono stati fermati dagli uomoni della digos e del ros. Si tratta di Abdel Hady Abdelaziz Mahmud Kol, egiziano, e del libico Isfrael Mohamed Imbaeya, accusati di concorso in strage assieme a Game. L’attentato alla Perrucchetti, dunque, non è più da attribuire a un «lupo solitario». Sono in tre, almeno per il momento, gli indagati per l’attacco kamikaze. Tre personaggi di cui gli inquirenti, fino a due giorni fa, sapevano poco o nulla.
Ma dagli archivi dell’ufficio immigrazione della questura, si scopre che Kol - in Italia dal 1994 - ha usufruito della sanatoria di undici anni fa, votata dal governo di centrosinistra. Nel 2002, poi, ha ottenuto la carta di soggiorno, ovvero un permesso a tempo indeterminato senza più l’obbligo di presentarsi in via Montebello per il rinnovo. Dopodiché, è sparito. Di lui, come degli altri due nordafricani, si sono perse le tracce. Un anonimato che ha messo in crisi i nostri sistemi di intelligence.
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