È una difesa a 360 gradi quella dell'europarlamentare Ilaria Salis nei confronti dl suo collaboratore Ivan Bonnin, che era insieme a lei in albergo dopo che la polizia romana ha bussato, senza entrare alla porta per un controllo. La deputata europea di Avs ha parlato a Un giorno da pecora, su Rai Radio 1. Ha minimizzato il curriculum di Bonnin, rinnovandogli totale fiducia. "Donzelli ha detto che farà interrogazione parlamentare sulla presenza, nella stanza d’hotel dove mi trovavo a Roma, del mio collaboratore Ivan Bonnin? "Bonnin è un mio collaboratore, una persona che ha un dottorato in Scienze politiche internazionali quindi qualificata per svolgere l’incarico che gli ho affidato e prima di collaborare con me lavorava all’università". Sui trascorsi di Bonnin all'epoca in cui faceva parte dei collettivi studenteschi, ha parlato di "piccoli precedenti" e per di più "risalenti a più di dieci anni fa, in quanto faceva parte dei collettivi studenteschi. Direi a Fratelli d’Italia di guardarsi in casa prima di guardare gli altri".
Sul fatto che gli fosse già stata notificata una segnalazione, qualche giorno fa all'aeroporto di Bruxelles, dalla Salis è arrivata una secca smentita. "No, non è affatto vero. Invece mi era capitato che una volta che dovevo prendere un aereo da Bruxelles e uscivo dall'area Schengen, perché andavo a Cipro, nel passaggio al controllo passaporti mi avevano rivolto delle domande, ma parliamo di una decina di minuti in tutto e, comunque, questo accadeva prima del 2 marzo". Ai conduttori, Giorgio Lauro e Nancy Brilli, che le chiedevano se le era parso un controllo irrituale, ha detto: "Molto meno di quello che ho subito lo scorso sabato mattina".
Il caso Salis nascerebbe da un alert giunto all'Italia in quanto Paese dell'area Schengen e scaturito dal fatto che la Germania la avrebbe inserita nella lista dei sospettati, rispetto a una spedizione punitiva verificatasi occasione della "Giornata dell'Onore".
In quell'occasione gli antagonisti di tutta Europa, riuniti sotto la sigla Hammerbande, si sarebbero resi autori di pestaggi contro militanti di estrema destra e non solo. Tra gli attivisti dell'estrema sinistra ci sarebbe stata, stando all'accusa, anche Salis, fermata e presa in custodia insieme a due cittadini tedeschi, Tobias Edelhoff e Anna Christina Mehwald.