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Un caso l’assistente pregiudicato. Interrogazione Fdi: "Chiarezza"

Vicenda esplosa dopo le rivelazioni del "Giornale" sui controlli di polizia in albergo. Donzelli chiede spiegazioni su Ivan Bonnin: "Divide la camera con un arrestato?"

Un caso l’assistente pregiudicato. Interrogazione Fdi: "Chiarezza"
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«La sinistra si ritiene così una casta da ritenere intoccabili pure pregiudicati se condividono la camera d'albergo con qualcuno di loro? Io nel dubbio sto depositando un'interrogazione parlamentare per sapere tutti i precedenti di questo accompagnatore di Ilaria Salis pagato con i soldi pubblici», sono le parole di Giovanni Donzelli (foto), deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia che ha deciso di intervenire dopo l'articolo de Il Giornale che ieri si è soffermato sull'individuo presente in camera con l'europarlamentare di Avs nel momento in cui la polizia romana ha bussato, senza entrare, alla sua porta per un controllo. Si chiama Ivan Bonnin ed è il suo assistente al Parlamento Europeo, lo stesso che l'ha accompagnata nella recente «missione» a Cuba, o che ha scritto con lei il libro «Vipera». Insomma, un suo fedelissimo che però non sembra avere un passato così limpido: è stato uno dei 6 arrestati, e poi condannati, nel 2015, a pagare una multa di 15mila euro ciascuno per interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata. A stabilire la multa è stato il gip di Bologna, che ha emesso un decreto penale di condanna per gli attivisti del collettivo Hobo, misura possibile per determinati tipi di reati che consentono di arrivare subito alla sentenza, chiesta dal pm e accordata dal giudice. In questo caso, la condanna per ciascuno dei sei era stata sei mesi di carcere, poi commutati nella sanzione pecuniaria. La Salis, quindi, era in stanza con un pregiudicato, già noto alle forze dell'ordine per altri episodi che, come si evince anche dal sito del Parlamento Europeo, lei ha scelto nel suo staff pur essendo conscia della fedina penale. Proprio Avs che chiede a piè sospinto che Giorgia Meloni venga a riferire in Parlamento per ogni singolo caso che riguardi suoi ministri o sottosegretari, tace davanti alla scelta di una propria deputata di assumere un soggetto che ha avuto, come gli stessi giudici sottolineano, condotte violente? Già si sono riscoperti garantisti candidando lei a Bruxelles, facendo sì che fuggisse dal processo ungherese, ora sarebbe curioso conoscere che posizione hanno in merito ai fatti più recenti. «Leggo da Il Giornale, però, che nella camera d'albergo non era sola, ma era in compagnia di Ivan Bonnin, suo assistente al Parlamento europeo. Ora, a differenza di tutto il polverone che moralisti di sinistra altre volte hanno sollevato, a noi non interessa il gossip. Ma, sempre secondo Il Giornale, l'assistente pagato con i soldi pubblici, quindi con i soldi vostri che con la Salis divide la camera, è un pregiudicato arrestato». A intervenire chiedendo chiarezza anche il deputato della Lega Luca Toccalini: «Salis chieda scusa ai due poliziotti. Ora è interessante sapere perché si accompagnasse con una persona con precedenti che avrebbe fatto assumere nel suo staff, a spese dei contribuenti». Hanno chiesto, sempre Bonelli e Fratoianni, le dimissioni di Vittorio Sgarbi e Gennaro Sangiuliano, così come del vicepremier Matteo Salvini, e ancora di Ignazio La Russa, nessuno di loro condannato. Bonelli: «Sgarbi deve dimettersi, è incompatibile con il ruolo di sottosegretario», Fratoianni: «È una questione di rispetto delle istituzioni». Bonelli: «Il ministro Sangiuliano dovrebbe dimettersi per manifesta inadeguatezza», Fratoianni: «Sangiuliano non è all'altezza del ruolo che ricopre». Bonelli: «Salvini dovrebbe dimettersi per quello che ha fatto sui migranti», Fratoianni: «Incompatibile con i principi dello Stato di diritto». Bonelli: «La Russa dovrebbe fare un passo indietro», Fratoianni: «Serve rispetto per le istituzioni».

Ora, potrebbero gentilmente spiegarci quale tipo di rispetto c'è, in primis verso i cittadini, nello stipendiare chi ha avuto certi precedenti? E, soprattutto, cosa ne pensano gli alleati e soprattutto chi, come il leader del M5S Giuseppe Conte, ha sempre sostenuto che «serve massimo rigore nella selezione della classe dirigente» o che «la questione morale per noi è centrale»?

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