Marco Poggi sarà nuovamente sentito dai pm del caso Garlasco. Resta da capire se la linea sarà sempre la stessa: “Andrea Sempio non c’entra nulla con l’omicidio di mia sorella”. La Procura di Pavia ha disposto una nuova serie di audizioni che coinvolgono anche il fratello di Chiara Poggi, la giovane uccisa nell’agosto 2007. A un anno di distanza dal confronto con la pm pavese Giuliana Rizza nella caserma dei carabinieri di Dolo, il 38enne sarà ascoltato mercoledì 6 maggio. Come già avvenuto in precedenti occasioni, l’audizione potrebbe svolgersi a Mestre, città in cui oggi risiede. Come le gemelle Cappa, Marco Poggi sarà sentito come persona informata sui fatti, in una fase dell’indagine che viene considerata prossima alla conclusione e che vede come unico indagato Sempio.
Chi è Marco Poggi
Marco Poggi è il fratello minore della vittima: all’epoca dei fatti aveva 19 anni. Oggi vive in Veneto e lavora come impiegato. Il suo contributo è ritenuto utile soprattutto per chiarire e cristallizzare i rapporti dell’epoca tra lui, Sempio e il gruppo di amici frequentati in quegli anni. Nel corso del tempo, Poggi è stato ascoltato più volte dagli inquirenti ma è sempre rimasto lontano dai riflettori del dibattito mediatico.
Subito dopo l’omicidio aveva descritto il rapporto tra la sorella Chiara e il fidanzato Alberto Stasi affermando che “erano buoni”. In una successiva audizione, avvenuta nell’ottobre 2007, aveva invece fornito dettagli sulla vita quotidiana e sulle frequentazioni domestiche, parlando delle visite degli amici, dell’uso del computer situato nella stanza della sorella e delle abitudini condivise negli spazi comuni della casa.
Ulteriori chiarimenti erano stati richiesti anche nel 2016, in merito ad alcune telefonate effettuate da Sempio nei giorni immediatamente precedenti al delitto. In quel periodo Marco Poggi si trovava in vacanza in Trentino con i genitori. Alla domanda se avesse informato gli amici della sua partenza, aveva risposto negativamente: "Non c’era l’abitudine fra noi ragazzi di salutarci quando uno partiva - le sue parole a verbale - anche perché era una questione di dieci giorni, quindi non mi era nemmeno venuto in mente di mandare un messaggio o fare una telefonata per salutare”.
Infine, il già citato episodio del maggio del 2025. Sempio decise di non presentarsi di fronte ai pubblici ministeri - era previsto un interrogatorio in contemporanea - mentre Marco Poggi rispose a tutte le richieste delle autorità. “Con Andrea siamo legati da una lunga amicizia", il racconto del fratello di Chiara, schierato al fianco dell'amico oggi indagato.
Parole confermate anche dall’avvocato Francesco Compagna in una nota: “Con la collaborazione degli inquirenti, Marco Poggi ha potuto essere sentito lontano dai giornalisti ed ha risposto serenamente alle domande che gli sono state rivolte. Ad Andrea Sempio lo lega un’amicizia di lunga data e la convinzione della sua estraneità alla tragica vicenda che ha sconvolto la sua famiglia”. Ora il nuovo confronto con i pm.