Fabrizio Corona questa mattina si è visto rimuovere i suoi account social e la maggior parte dei contenuti sulle sue piattaforme. La decisione nei confronti dell'ex paparazzo è stata presa dalle singole piattaforme che state recettive rispetto alle richieste avanzate dal team legale di Mediaset. Questa mattina intorno alle 9, infatti, gli uffici legali di Meta, Google e Tik Tok, hanno infatti fatto sapere ai colleghi che fanno parte del pool legale dell'azienda televisiva che i contenuti in questione sono stati rimossi per la violazione delle loro policy. Su istanza di Mediaset, hanno ritenuto, infatti, in maniera libera e autonoma, di autotutelarsi perché sono stati dell'avviso che quanto diffuso da Corona violasse le loro politiche interne. Rispetto al copyright, in primis, ma anche sulla tutela della dignità personale e della privacy e sul contrasto ai messaggi d’odio.
La decisione ha colto di sorpresa Corona, che ieri ha pubblicato una nuova puntata di Falsissimo "ripulita" dai contenuti di proprietà di Mediaset. Ma non da un linguaggio scurrile, che potrebbe avere inciso sulla decisione delle piattaforme di autotutelarsi rispetto a tali contenuti. Il 26 gennaio, il giudice civile di Milano Roberto Pertile con un provvedimento di inibitoria aveva ordinato a Corona di rimuovere i contenuti "diffamatori" su Signorini, di non pubblicarne altri e di consegnare tutto il materiale. I legali del conduttore, gli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, che hanno presentato anche loro una serie di denunce, avevano lamentato subito violazioni dell'ordinanza civile, contro cui la difesa di Corona a breve depositerà un reclamo. E spetterà ad un collegio di giudici civili decidere sul ricorso.
Nel frattempo in Procura sono aperti più filoni di indagini, che vanno dalle accuse di revenge porn e diffamazione aggravata a carico dell'ex re dei paparazzi, alla tranche per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato Signorini denunciato dall'ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno, fino alle contestazioni di concorso in diffamazione e ricettazione per manager di Google.