Una frase choc: "Ho visto i video di Chiara e Alberto", avrebbe detto Andrea Sempio, parlando da solo, in un'intercettazione ambientale. Un audio che i pm della procura di Pavia hanno fatto ascoltare stamattina, durante il faccia a faccia in procura tra Marco Poggi e gli inquirenti. Scrive il Tg1 sui social: "Nelle conversazioni intercettate #AndreaSempio - parlando da solo - dice di aver chiamato Chiara prima del crimine, ha provato ad avvicinarsi e lei avrebbe detto: Non voglio parlarti e ha riattaccato". Il neo indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, è arrivato poco prima delle 10, al volante della sua auto. Con lui anche i suoi legali, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotto, che lo difendono. È rimasto per quasi quattro ore in procura, uscendo intorno alle 13.40, ma nonostante il lungo tempo trascorso in tribunale, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nella piazza di fronte al Palazzo di Giustizia, nel pieno centro della cittadina, tra turisti e studenti, dal primo mattino ci sono decine di giornalisti in diretta televisiva, agenzie di stampa, fotografi e cronisti dei quotidiani. Il caso Garlasco, la storia di cronaca nera dell’anno nonostante dal delitto della 26enne siano passati quasi 19 anni, si arricchisce di una nuova puntata mediatica.
Nelle conversazioni intercettate #AndreaSempio - parlando da solo - dice di aver chiamato Chiara prima del crimine, ha provato ad avvicinarsi e lei avrebbe detto: Non voglio parlarti e ha riattaccato.
Poco prima che venisse sentito Sempio, si è svolta l'audizione, come testimone quindi obbligato a riferire solo la verità, di Marco Poggi, fratello della vittima. È arrivato con largo anticipo rispetto all'appuntamento con i pm i carabinieri ed è uscito dopo un paio d'ore riuscendo quindi a evitare le telecamere. "Non ho mai visto video di mia sorella assieme ad Andrea Sempio", ha detto, in sintesi, Marco Poggi durante l'audizione. Secondo quanto apprende LaPresse il 37enne ha spiegato di non aver mai visto sul pc di famiglia filmini intimi girati da Chiara Poggi con l'allora fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio del 13 agosto 2007, in compagnia dello storico amico che oggi è indagato per il delitto di Garlasco con l'ipotesi di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e i motivi abietti e un movente "sessuale". L'audizione, durata circa un paio d'ore, si è tenuta davanti alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. L'arrivo e l'uscita dalla Procura pavese per il fratello della vittima sono stati blindati a giornalisti e telecamere su disposizione del Procuratore capo, Fabio Napoleone.
Marco Poggi, all’epoca 19enne, era in vacanza con i genitori in montagna quando la sorella fu uccisa, quel 13 agosto 2007, dopo avere aperto la porta al suo assassino. L’ultima volta aveva difeso l’amico Andrea Sempio. “Non è l’assassino di mia sorella”, si era detto convinto. In procura a Pavia potrebbero essere interessati a capire con quali modalità Sempio potrebbe aver avuto accesso alla cantina dell’abitazione, dove è stata ritrovata un’impronta che secondo gli inquirenti appartiene al neo indagato. La sua deposizione verterà anche sui famosi “video intimi” della vittima sulcomputer
Ieri sono state sentite dai carabinieri le sorelle Cappa, Paola e Stefania, cugine della vittima con cui avevano rapporti stretti e tirate in ballo in questi 19 anni molte volte, nelle tante, troppe suggestioni rivelatesi spesso infondate sul caso. Si è parlato dei rapporti tra Chiara e il neoindagato, delle circostanze riferite da presunti testimoni che sono intervenuti in questi mesi di indagine, del possibile movente del delitto. Si è cercato di capire se il commesso 38enne di Vigevano avesse un interesse per la giovane uccisa a Garlasco, e se di questo lei avesse parlato alle cugine con cui aveva rapporti stretti. Non è stata una testimonianza decisiva, è quello che trapela, ma necessaria a chiarire tutti i contorni di un'indagine complessa, che arriva a 18 anni dai fatti, e che per la sua risonanza mediatica rischia di travolgere senza appello i suoi protagonisti.
In ogni caso si è trattato di uno dei passaggi decisivi della indagine su Garlasco. A breve verranno tirate le somme e l’informativa dei carabinieri del nucleo investigativo si arricchirà di questi ulteriori elementi. Poi si procederà alla chiusura delle indagini.