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Kaufmann lascia il carcere: processo sospeso e trasferimento in una struttura psichiatrica

La Corte d’Assise di Roma ha sospeso il processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili nei confronti di Francis Kaufmann, accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda. Dopo la perizia psichiatrica, il 46enne sarà trasferito in una struttura specializzata

Kaufmann lascia il carcere: processo sospeso e trasferimento in una struttura psichiatrica
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Svolta nel processo per il duplice omicidio di Villa Pamphili. La prima Corte d’Assise di Roma ha disposto la sospensione del procedimento nei confronti di Francis Kaufmann, conosciuto anche con il nome di Rexal Ford, accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia di appena 11 mesi, Andromeda. I giudici hanno inoltre deciso il trasferimento del 46enne americano in una struttura psichiatrica del Lazio, dove resterà ricoverato sotto sorveglianza continua della polizia penitenziaria.

La decisione della Corte

La decisione è arrivata dopo la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa e affidata al professor De Girolamo. Secondo gli esperti, Kaufmann sarebbe attualmente incapace di affrontare il processo a causa delle sue condizioni mentali. La diagnosi parla di un "disturbo psicotico acuto e transitorio", una patologia considerata reversibile e trattabile con terapia farmacologica. Per questo motivo la Corte ha stabilito che l’uomo debba essere trasferito temporaneamente in una struttura del Servizio Psichiatrico Ospedaliero di Diagnosi e Cura, dove riceverà cure specifiche.

Ricovero per almeno 30 giorni

Kaufmann resterà nella struttura psichiatrica almeno per un mese. Al termine dei 30 giorni verrà effettuata una nuova valutazione per capire se le sue condizioni saranno migliorate al punto da consentirgli di partecipare al processo. Nel provvedimento i giudici spiegano che il ricovero è necessario per garantire un adeguato percorso terapeutico senza interrompere però il regime di custodia cautelare. Secondo la Corte, una volta conclusa la fase di cura, l’imputato potrà essere nuovamente trasferito in carcere.

Sorveglianza h24

I magistrati hanno disposto che Kaufmann venga piantonato 24 ore su 24 dagli agenti della polizia penitenziaria. La misura è stata adottata sia per evitare eventuali tentativi di fuga sia per prevenire possibili comportamenti autolesionistici o aggressivi. Nel provvedimento si sottolinea inoltre la necessità di garantire un percorso terapeutico adeguato anche dal punto di vista linguistico, così da evitare problemi di comunicazione tra il paziente e il personale sanitario.

Il processo si ferma

La conseguenza immediata della decisione è la sospensione del processo fino a nuova disposizione. I giudici hanno chiarito che, allo stato attuale, non esistono però i presupposti per un proscioglimento dell’imputato. Il procedimento resta quindi aperto e potrà riprendere una volta verificata la capacità di Kaufmann di partecipare al dibattimento. Saranno i sanitari della struttura a relazionare periodicamente alla Corte sull’evoluzione delle sue condizioni psicologiche.

La diagnosi

Secondo la relazione dei periti, il disturbo diagnosticato al 46enne sarebbe potenzialmente reversibile nel giro di poche settimane grazie a una terapia farmacologica mirata. Gli esperti hanno spiegato che il trattamento potrebbe avere effetti rapidi, ma resta il nodo della volontà del paziente di assumere i farmaci. Nei mesi trascorsi tra il carcere di Regina Coeli e quello di Rebibbia, dove Kaufmann era detenuto anche in isolamento, l’uomo avrebbe infatti rifiutato più volte le cure proposte.

Il duplice omicidio di Villa Pamphili

Francis Kaufmann è accusato del duplice femminicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, trovate morte il 7 giugno 2025 all’interno di Villa Pamphili, a Roma.

Un caso che aveva sconvolto l’opinione pubblica per la brutalità del delitto e per la presenza della bambina di appena 11 mesi tra le vittime. Ora il procedimento giudiziario subisce una battuta d’arresto in attesa di capire se le condizioni psichiche dell’imputato miglioreranno abbastanza da consentire la ripresa del processo

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