Cronaca giudiziaria

"Non c'è l'interprete". L'assurdo caso del processo impossibile alle Ong

La difesa non firma il verbale d'interrogatorio del comandante della Iuventa. "Non rispecchiava le dichiarazioni che avevamo fatto". E in aula arrivano gli osservatori internazionali

"Non c'è l'interprete". L'assurdo caso del processo impossibile alle Ong

I ventuno imputati rischiano fino a vent'anni di carcere, con accuse gravissime. Ma il processo ad alcune navi Ong in corso a Trapani, ora in fase di dibattimento, non riesce a prendere il largo. Ovvero, a essere celebrato senza ostacoli. Al momento, secondo la difesa, ci sarebbero infatti problemi di natura linguistica dovuti alla mancanza di interpreti ritenuti in grado di garantire un'impeccabile traduzione di quanto affermano gli imputati di nazionalità straniera. Venerdì scorso, ad esempio, l'attivista amburghese Dariush Beigui - capitano della nave Ong Iuventa - è volato in Sicilia per rispondere in tedesco alle domande dei giudici. Ma al termine dell'interrogatorio la difesa si è rifiutata di firmare il verbale, lamentando discrepanze nella trasposizione italiana delle sue parole.

Caso Iuventa: l'interprete, il verbale non firmato

"Siamo esterrefatti da quanto accaduto oggi nell'ufficio della Procura di Trapani. Non ci era mai capitato di non poter firmare il verbale di un interrogatorio. Quest'ultimo non rispecchiava le dichiarazioni che avevamo fatto, quindi abbiamo chiesto al procuratore di correggere e il procuratore ha negato, perciò abbiamo dovuto rifiutare la firma", ha affermato Nicola Canestrini, avvocato della difesa. Secondo quanto si apprende, l'interrogatorio al capitano della Iuventa - accusato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina - si sarebbe interrotto dopo trenta minuti, non senza successive frizioni. "L'ufficio del pubblico ministero ha presentato lo stesso interprete della volta precedente: un funzionario di polizia in pensione che non figura nell'elenco ufficiale degli interpreti ammessi al tribunale. Non ha alcuna esperienza di interpretariato", ha riferito all'Ansa l'avvocato della Iuventa, Francesca Cancellaro. L'udienza si è così conclusa senza particolari progressi rispetto alle precedenti puntate della vicenda giudiziaria.

La vicenda giudiziaria

Il caso, lo ricordiamo, riguarda l'operato di alcune organizzazioni non governative in azione nel Mediterraneo tra l'estate del 2016 e il giugno del 2017. Secondo i sospetti della procura di Trapani, in quella fase alcune Ong avrebbero condotto operazioni di salvataggio a volte concordate - questa l'accusa - con dei trafficanti. L'indagine era stata suffragata anche con del materiale raccolto da un infiltrato della polizia. Sotto la lente dei magistrati erano finite la Iuventa, posta sotto sequestro nell'agosto 2017, così come la Vos Hestia e la Vos Prudence, rispettivamente delle Ong Save The Children e Medici Senza Frontiere. Il processo, con ventuno persone imputate, dovrà ora vagliare le accuse e accertare le responsabilità, con tempistiche che tuttavia si stanno dilatando più del previsto.

Ong, la difesa alza la voce

E ora a fare la voce grossa è la stessa difesa. "Il disinteresse dell'accusa verso queste circostanze è motivo di seria preoccupazione, perché può solo significare che in realtà non sia minimamente interessata a chiarire i fatti che riguardano le accuse contro i quattro membri dell'equipaggio della Iuventa e gli altri 21 imputati", ha lamentato l'avvocato Francesca Cancellaro, esprimendo parole dure rispetto alla questione dell'interprete. "Il diritto fondamentale a un processo equo è stato negato all'imputato per la terza volta, a dimostrazione del fatto che il pubblico ministero non è interessato a conoscere il contesto fattuale per decidere se il caso è degno di essere giudicato", ha aggiunto.

Arrivano gli osservatori internazionali

Intanto il tribunale ha deciso di ammettere in aula (il procedimento in fase di udienza preliminare è a porte chiuse) degli osservatori internazionali. "È la prima volta che un tribunale in Italia consente la presenza di osservatori internazionali in un'udienza preliminare dando alla società civile l'opportunità di essere direttamente informata su ciò che accade in aula", ha commentato ancora Cancellaro.

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