La vita oscura di Andrea Sempio, nel solco della subcultura incel dell'odio verso le donne, dell'uso di droghe, dell'autolesionismo. E quell'"innata capacità di mentire", che gli specialisti del Racis mettono nero su bianco nella consulenza criminologica del 38enne accusato di essere l'assassino di Chiara Poggi, massacrata a Garlasco il 13 agosto 2007. Sempio, grazie alla prima inchiesta lampo finita con l'archiviazione, era riuscito a cancellare il suo passato fino al 2016. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, coordinati dal colonnello Antonio Coppola, si erano non poco insospettiti quando, il 14 maggio scorso, avevano perquisito la casa di Sempio e sequestrato l'hard disk di un computer senza che ci fosse il pc, gettato, secondo l'indagato, poco prima che il suo nome finisse nuovamente nel polverone mediatico.
Un comportamento alquanto insolito per una famiglia che, nell'ultimo anno, ha dichiarato di conservare tutto, compreso lo scontrino del parcheggio consegnato 14 mesi dopo l'omicidio come alibi per l'ora del delitto. È proprio scavando nei dispositivi elettronici sequestrati a Sempio, nel pc di Chiara e in quelli di due amici della comitiva, che gli inquirenti hanno trovato le tracce informatiche in grado di rivelare il movente intimo e personale dell'indagato, quell'"odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale", contestato dalla Procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, nel capo d'accusa contenuto nell'invito a comparire per l'interrogatorio del prossimo mercoledì.
Quelle tracce, incrociate con altri approfondimenti circa la visione da parte di Sempio dei video intimi di Chiara con Alberto Stasi nel pc di casa Poggi, hanno scoperchiato il mondo dell'indagato, portando alla luce 3.355 post, in media più di uno al giorno, che Andreas (questo il suo nickname) ha pubblicato sul forum Seduttori italiani dal 7 novembre 2009 al Primo novembre 2016, smettendo di scrivere poche settimane prima di essere indagato per la prima volta. Uno degli ultimi messaggi rilevanti che Sempio pubblica è un commento sul suicidio di Tiziana Cantone, vittima di revenge porn per la diffusione di un suo filmato.
"Eh ma, ce ne sono di coglioni... un bel po'... e il fatto che tu non faresti una cosa, non significa che non ci sia un coglione pronto a farla... lo faranno anche questo è matematico se iniziano a toglierli, diventeranno un po' delle rarità e molti vorranno vederlo non tanto per guardare un porno ma, per vedere "quella che è morta"...", scrive il 14 settembre rispondendo a un altro incel (involuntary celibate o celibi involontari), "poi passerà... come la bibbia 3.0 o il vecchissimo "forza chiara" che girava anni fa su winmix e emule". Un'esortazione inquietante, considerando che quei video intimi di Chiara Poggi potrebbero essere la miccia che ha scatenato il suo omicidio.
Il primo dicembre 2015, Sempio spiega qual è il suo approccio perfetto: "Approccio per: 1 - mi piace qualcosa di lei mi piace il culo, le tette, il sorriso, le movenze... quando approccio, ho già deciso che voglio trombarla, non credo molto nel "conoscerle" prima di trombare e spesso il mio interesse rimane quel singolo particolare di lei che mi ha attratto all'inizio, LEI è il terzo incomodo, io approccio il paio di tette e il bel culo... LEI è quella che li porta in giro. 2 - una parte di me ha paura di approcciare e credo non passerà mai, come la botta d'adrenalina prima di un tuffo molto alto, non la elimini... mi piace provarla, mi piace sentirmi in quella sensazione e so che mi fa esser poi più sciolto e rilassato... in pratica, approccio per "farmi star bene dopo", come uno che si sente bene dopo un allenamento pesante. Presi questi due punti... come può trattarmi di merda? è una cosa tra me e il suo culo e tra me e le mie paure".
Undici i post in cui l'indagato per il delitto di Chiara Poggi sembra normalizzare lo stupro. "Razionalmente può esser un orrore", scrive Sempio il Primo settembre 2014, "ma, dal punto di vista di biologia, evoluzione e riproduzione, lo stupro è la dimostrazione pratica della forza del maschio e la "prova" che trasmetterà ai propri discendenti qualità di forza e aggressività, utilissime a sopravvivere in natura. Discendenti forti e aggressivi in grado di prendersi ciò che vogliono e spandere i propri geni nel mondo... il sogno di ogni mamma", conclude con una emoticon sorridente. Il 4 ottobre dello stesso anno, si lancia in considerazioni su come sedurre ragazze stuprate. "Una cosa che ho notato è: lo stupro in età adulta tende a traumatizzare e a far chiudere la donna - quindi una donna di 35 anni aperta alla vita, può ritrovarsi impaurita, ansiosa, chiusa a riccio ed aver problemi con l'altro sesso finché campa. Lo stupro in tenera età tende a settare una barra, un "imprinting" dell'amore", sostiene l'indagato. "Le ragazze con cui sono stato che hanno subito abusi da piccole", prosegue, "si "accendevano" quando il sesso diventava violento. Coi loro morosi, ovviamente beccati tra i tipi più maneschi (che non sono mai i tipi grossi incazzosi ma, quelli perfettini e insicuri), quando il rapporto iniziava a spegnersi, bastavano un paio di lividi a riaccenderlo.
Intendo proprio veder la ragazza prima e dopo, con gli occhietti (pesti) a cuoricino e il modo di fare di una 12enne innamorata di Brian dei Backstreet Boys. E spesso erano loro stesse a dirottare il rapporto verso la violenza. Un po' come se la tua morosa iniziasse a stressarti per la pancetta e tu dicessi "A sì? Stronxa! Da domani mi spacco d'addominali e vedi che fisico!" Stessa cosa. Il suo modello di uomo è violento e manesco, scelgo un tipo represso che può esplodere e lo porto a tirar fuori la violenza. Se vuoi far un test, dai di matto per qualche minuto, su un argomento che non la riguardi. Col barista. Con uno che ti taglia la strada. Solo verbalmente e col bl di chi potrebbe partir a menar le mani. Se noti la scintilla.... ps: in quanto istruttore di autodifesa, ho lavorato con parecchie donne che hanno subito abusi, quello che ho scritto sono MIE impressioni dettate dalle MIE esperienze".
Il 21 agosto 2014, invece, la discussione si concentra sulle gesta di Elliot Rodger, il 22enne simbolo degli incel che il 23 maggio precedente mise in atto la strage di Isla Vista, in California, in cui uccise sei persone e ne ferì 14 all'università, prima di togliersi la vita lasciando un manifesto di 141 pagine in cui promuove l'odio verso le donne e la supremazia maschile. "Mi ritrovo più nel ragazzino... solo che io non avevo armi da fuoco ed ero troppo impegnato a drogarmi e tagliuzzarmi qui e là per progettare una strage", scrive Andreas. Il quale aveva ampiamente raccontato alla community il suo periodo nero. "La vita non cambia in un unico grande momento; cambiare vita è un percorso lungo, difficile ma, non impossibile: la mia è stata caratterizzata da un periodo nero (definirlo nero è un complimento) e dalla lenta risalita (che continua, splendidamente, tuttora)", raccontava il 4 gennaio 2011. "Uno dei primi stimoli a migliorare è stato il sorriso di una ragazza sconosciuta incontrata per caso in una cartoleria (pieno periodo nero, niente donne, ero totalmente vergine, quasi nessun amico, qualche pasticcio con droga ed alcool), torno a casa pensando che, forse, c'era speranza anche per uno come me. Ero leggermente meno depresso del solito. Mi guardo intorno e realizzo una cosa importantissima: i miei libri, gli autori che leggevo, le canzoni che ascoltavo, i miei film preferiti erano tutti "neri". Tutto girava attorno a sconfitta, depressione, suicidio, odio... Lì ho capito che la mia depressione la stavo alimentando io stesso", ammette.
"Qualche anno dopo, festa di leva coi miei ex compagni delle medie (che non vedevo da almeno 5 anni) e cosa mi trovo davanti? Io, considerato un mezzo delinquente votato ad un'esistenza al limite della galera, ero "in forma", con progetti per il mio futuro ed una forza da farmi trascinare le montagne. Gli altri, gente che mi aveva sempre surclassato in ogni cosa dai voti a scuola alle capacità sociali, ora erano diventati ragazze-madri, gente con problemi di droga (un paio gli abbiamo persi), sbandati e senza una minima idea di cosa combinare nella propria vita. (Non tutti, ovviamente, ma buona parte di loro è tuttora in condizioni disastrose). Le loro sfighe non mi hanno certo fatto gioire", sottolinea, "però mi hanno fatto capire che stavo andando nella direzione giusta. Poi ce ne sarebbero altre da raccontare, forse, meno importanti ma che mi hanno comunque segnato sia in positivo sia in negativo. La prima volta che mi son fatto fregare sul lavoro (grazie al mio capo). La seconda (e che sia l'ultima ) volta che mi son fatto fregare sul lavoro (grazie Stato Italiano). Quando la mia one-itis mi ha rifiutato e la conseguente figura di m... storica:) Ragazzi che batosta... Quando la mia one-itis ci ha provato disperatamente con me dopo che mi ero f-chiuso le sue tre colleghe e non la cagavo praticamente più. Quando sono stato "venduto" da persone che consideravo "amici".
Quando ho avuto la possibilità di vendicarmi di queste persone ed ho preferito non approfittarne. Di primo acchitto mi ricordo un sacco d'episodi negativi e le rispettive conseguenze/soluzioni. In realtà ci son stati anche molti episodi totalmente positivi... Troppa roba da ricordare...". Quello che Sempio ricorda bene è l'ossessione per una ragazza misteriosa. "Mi son innamorato solo una volta e, l'ho capito nel tempo, ero innamorato di una fantasia più che della ragazza in sé... infatti la conoscevo appena... ed ero così in panne davanti a lei che non siamo mai andati oltre il Ciao! e due battute... da allora non mi son più innamorato", ricorda il 18 settembre 2014 facendo riferimento a quando aveva circa diciott'anni. Un po' il racconto che Sempio, nell'ultimo anno, ha fatto quando qualcuno gli ha chiesto se conosceva Chiara Poggi e lui ha sempre sostenuto che non c'è mai stato nulla di più che un "ciao" e qualche battuta.
Sicuramente le tre telefonate tra il 7 e l'8 agosto, quando la vittima era a casa da sola. E per i pm il rifiuto della Poggi avrebbe scatenato l'odio nella mente di Sempio, al punto da spingerlo, la mattina del 13 agosto 2007, a entrare nella villetta e punirla per la sua indifferenza.