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"Arrestate chi sostiene il blitz Usa": cosa succede in Venezuela

Il Venezuela ha dichiarato lo stato di agitazione esterna concedendo poteri straordinari alla presidenza e alle forze di sicurezza

"Arrestate chi sostiene il blitz Usa": cosa succede in Venezuela
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Il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di agitazione esterna su tutto il territorio nazionale. La Gazzetta Ufficiale della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha pubblicato il decreto n. 5.200, in risposta a quello che l'esecutivo descrive come un attacco armato degli Stati Uniti contro il Paese. Questa misura conferisce poteri straordinari alla presidenza e autorizza le forze di sicurezza di Caracas ad arrestare chiunque sia coinvolto nella promozione o nel sostegno dell'attacco perpetrato dagli Usa. Ecco che cosa sta succedendo.

Cosa succede in Venezuela

Il decreto, firmato da Nicolas Maduro, stabilisce una serie di misure eccezionali volte a preservare l'ordine interno, la sicurezza dello Stato e il funzionamento del sistema istituzionale. Tra gli articoli più sensibili c'è l'articolo 5, che fornisce istruzioni dirette alle forze di sicurezza dello Stato. Secondo tale articolo, gli organi di polizia nazionali, statali e municipali devono intervenire immediatamente a sostegno della ricerca, della cattura e del perseguimento delle persone che, a giudizio del governo, sono coinvolte nella promozione o nel sostegno del presunto attacco armato statunitense contro il territorio venezuelano.

"Gli organi di polizia nazionale, statale e municipale devono immediatamente intraprendere la ricerca e la cattura su tutto il territorio nazionale di qualsiasi persona coinvolta nella fornitura o nel supporto dell'attacco armato degli Stati Uniti d'America contro il territorio della Repubblica, allo scopo di metterla a disposizione del Pubblico Ministero e dell'ordinamento giudiziario penale, in vista del suo processo, nel rispetto di tutte le garanzie procedurali inerenti al giusto processo e al diritto alla difesa", si legge nell'articolo sopra citato. La norma stabilisce che tali azioni saranno svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica e del sistema giudiziario penale, con l'obiettivo di mettere i detenuti a disposizione delle autorità giudiziarie competenti.

Il decreto del governo

L'ampia portata dell'articolo ha suscitato preoccupazione tra i difensori dei diritti umani, che mettono in guardia dai possibili rischi di interpretazioni estensive nell'applicazione delle varie misure. Sebbene il decreto non menzioni espressamente sanzioni per le espressioni pubbliche, gli analisti critici sottolineano che il linguaggio utilizzato potrebbe essere utilizzato per perseguire condotte considerate a sostegno o a celebrazione degli eventi che il governo descrive come aggressione straniera, in particolare sui social media e negli spazi pubblici.

L'articolo 4 stabilisce inoltre che il presidente della Repubblica, tramite decreto, può emanare "altre misure sociali, economiche o politiche che ritenga opportune" in base alle circostanze. Il tutto, si legge, allo scopo di ripristinare la normalità il più rapidamente possibile e superare la situazione eccezionale attualmente vigente.

Lo scorso 5 gennaio, almeno sette giornalisti e operatori dei media sono stati arrestati mentre seguivano l'apertura della nuova sessione legislativa presso l'Assemblea Nazionale. Secondo quanto riportato dal Sindacato Nazionale dei Lavoratori della Stampa (SNTP), gli arresti sono avvenuti nei pressi del Palazzo Legislativo Federale e hanno interessato giornalisti di testate nazionali e internazionali. Tre di loro sono stati rilasciati ore dopo, mentre altri rimangono in custodia cautelare.

La situazione in Venezuela resta dunque tesissima, visto che la dichiarazione di agitazione esterna autorizza il governo ad adottare decisioni straordinarie in materia di sicurezza, controllo interno e ordine pubblico, in un contesto di elevata tensione politica e diplomatica.

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